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Diabete, i benefici dell’olio extravergine d’oliva

15/09/2015

L’olio extravergine d’oliva farmaco naturale contro il diabete. È quanto hanno concluso dei ricercatori dell’università Sapienza di Roma che hanno investigato l’effetto del consumo di olio extravergine d’oliva sul livello di glicemia post prandiale e sul profilo lipidico. L’olio abbasserebbe il livello di glucosio presente nel sangue. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Nutrition&Diabetes.

Il team ha coinvolto 25 pazienti sani che in maniera del tutto casuale hanno consumato un pasto con o senza olio extravergine d’oliva ovvero un pasto con olio extravergine d’oliva od olio di mais. Due ore dopo i ricercatori hanno misurato il livello di glicemia post prandiale e il profilo lipidico dei partecipanti. Nel primo caso, chi avesse consumato questo prezioso condimento faceva registrare un livello di glucosio significativamente inferiore rispetto ai loro commensali, oltre a un maggior livello di insulina. Risultati simili per il secondo caso; in entrambi i test, inoltre consumando 10 grammi di olio d’oliva, il profilo lipidico risultava più favorevole, ovvero un livello più basso di colesterolo.

Perché è importante tenere sotto controllo la glicemia post prandiale, tanto in soggetti con diabete quanto in quelli sani?

«L’iperglicemia post prandiale (inteso come dopo 2 ore dall’assunzione del pasto) è un fattore di rischio importante e indipendente per rischio cardiovascolare quindi risulta importante tenere anche questo parametro nei limiti della norma. Nel paziente diabetico inoltre contribuisce parimenti alla glicemia a digiuno nell’incremento dei valori di emoglobina glicata. Questo studio sembra indicare come l’olio extravergine d’oliva possa stimolare la produzione di incretine», risponde il dottor Cesare Berra, responsabile della Sezione Malattie Metaboliche dell’ospedale Humanitas. (Per approfondire leggi qui: Diabete, occhio all’indice glicemico dei cibi!)

Qual è il ruolo delle incretine? «Le incretine sono degli ormoni prodotti a livello gastrointestinale che agiscono (tra gli altri organi) a livello del pancreas endocrino stimolando la produzione di insulina glucosio indotta (cioè quando la glicemia è alta) e riducendo la produzione di glucagone sempre allo stesso livello, quindi agendo sull’iperglicemia postprandiale».

Come conclude lo studio su olio d’oliva e diabete?

«Il primo passo è quello di confermare su larga scala i risultati ottenuti in modo preliminare anche su pazienti affetti da diabete. Successivamente si potrebbe prevedere la ricerca di un principio attivo ottenuto a partire dall’olio extravergine che possa essere efficace nella terapia del diabete tipo 2», aggiunge in conclusione lo specialista.

 

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