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Alimentazione

Stevia, il dolcificante adatto per chi è affetto da diabete

01/09/2017

La stevia è il nome comune con cui viene indicato l’estratto di una pianta, la Stevia rebaudiana, diffusa in particolare in Sud America e Asia. È un dolcificante naturale e non calorico, centinaia di volte più dolce dello zucchero. L’estratto in polvere delle foglie è il prodotto più facilmente reperibile di stevia e si trova in erboristeria, farmacia e supermercato. Si può usare per addolcire caffè, yogurt e frutta, ad esempio, o nella preparazione di dolci.

Nel 2011 la Commissione europea ha adottato il regolamento con cui ha concesso l’autorizzazione all’uso della stevia come dolcificante negli alimenti. Per le sue proprietà la stevia si rivela un prodotto utile per ridurre l’apporto calorico nella dieta alimentare oltre a giocare un ruolo chiave nella prevenzione e nel trattamento dei disturbi metabolici. Ancora, sostituendo il saccarosio, ovvero lo zucchero comune, la stevia può essere un mezzo di contrasto e prevenzione della carie dentale.

 

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La stevia è un alimento indicato anche per le persone affette da diabete? Perché?

«Avendo potere calorico e indice glicemico nullo per la presenza di glicosidi steviolici, il rebaudioside A e lo stevioside, la stevia può essere introdotta nell’alimentazione del paziente diabetico perché, diversamente dal saccarosio, la sua assunzione non determina la comparsa di picchi glicemici. Ciò può essere utile, ma solo nell’ambito di una dieta equilibrata, che preveda la giusta quota di calorie e di nutrienti», risponde la dottoressa Manuela Pastore, dietista dell’ospedale Humanitas.

La stevia si è meritata l’attenzione della comunità scientifica ed è stata oggetto di diverse ricerche. Secondo uno studio del 2004 apparso sulla rivista Metabolism e condotto su modelli sperimentali, un composto della stevia sarebbe in grado di stimolare la produzione di insulina e potrebbe essere coinvolto nel trattamento del diabete di tipo 2.

Un’altra ricerca dell’anno precedente, invece, aveva dimostrato come un altro composto della stevia riducesse il livello di glicemia postprandiale nei pazienti affetti da diabete di tipo 2, suggerendo effetti benefici sul metabolismo del glucosio.

Perché la stevia potrebbe essere coinvolta nel trattamento del diabete di tipo 2 come suggeriscono queste due ricerche?

«I risultati emersi dalle suddette ricerche necessitano di essere ulteriormente approfonditi e indagati per poter affermare che questo dolcificante possa curare una patologia metabolica multifattoriale come diabete di tipo 2. Lo studio è stato condotto nel 2004 in Danimarca, ben 7 anni prima che l’uso alimentare della stevia venisse autorizzato dall’EFSA. Tale studio ha visto coinvolto un numero troppo limitato di pazienti e senza standardizzare la dieta e altri parametri per poter trarre conclusioni soddisfacenti: i risultati andrebbero approfonditi, ma dal 2004 a oggi non si è fatta ulteriore chiarezza», conclude la specialista.

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