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Vaccino antinfluenzale? Sì, soprattutto se il tuo cuore è malato

30/10/2015

Se il tuo cuore è malato, il vaccino antinfluenzale potrebbe esserti di aiuto nell’evitare di aggravare la situazione. Ma come? E quando? Per chi ha un cuore fragile o malato, la stagione invernale rappresenta un pericolo: il freddo aumenta la probabilità di infarto, l’inquinamento aumenta la probabilità di malattie dei bronchi, dei polmoni e del sistema cardiovascolare, la temperatura non invoglia a fare attività fisica. E il cuore ne soffre, soprattutto se è già ammaccato da un infarto precedente, da un’aritmia, in chi porta un pacemaker in chi soffre di scompenso.

(Per approfondire leggi qui: Quando il freddo è nemico del cuore)

Il vaccino antinfluenzale può aiutare a ridurre il rischio di andare incontro non solo all’influenza ma anche alle sue complicanze più gravi che ricadono sul cuore e sulle arterie. I medici di solito raccomandano la vaccinazione antinfluenzale alle persone anziane o malate, in particolare a coloro che soffrono di cuore: il vaccino può risparmiare la sovrapposizione di malattie gravi come la broncopolmonite legate all’influenza stessa.

(Per approfondire leggi qui: Bronchite cronica, il vaccino è necessario?)

Perché il vaccino è importante per il cuore?

«Il virus dell’influenza cambia di anno in anno e i sintomi cambiano per intensità e durata. Un’influenza di per sé banale può, in pazienti fragili, causare complicanze gravi e costituire un pericolo per la vita per molti», risponde la dottoressa Lidia Rota, presidente di ALT-Associazione per la lotta alla trombosi e alle malattie cardivoascolari.

«Il Centro americano per la prevenzione e il controllo delle malattie (Center for Disease Control and Prevention) stima che l’influenza sia responsabile di migliaia di morti ogni anno: in particolare chi paga il pegno più alto sono i pazienti cardiopatici. Chi ha un cuore fragile e viene colpito dall’influenza spesso si ammala in modo grave per bronchite o polmonite o asma, a volte addirittura andando incontro a un infarto miocardico».

(Per approfondire leggi qui: Influenza, per la nuova stagione attesi 4-5 milioni di casi)

«L’influenza provoca spesso disidratazione, soprattutto se si accompagna a sintomi intestinali (diarrea) e febbre: peggiora la situazione già delicata del paziente con diabete, con asma, con scompenso cardiaco. Dovrebbe vaccinarsi anche chi vive accanto a una persona fragile, per ridurre la probabilità di diventare un diffusore involontario del virus. A volte l’influenza colpisce comunque anche chi ha fatto il vaccino ma di solito in forma meno aggressiva. Il vaccino aiuta a ridurre il rischio che la cardiopatia peggiori».  

Si può fare il vaccino se si soffre di cuore? È sicuro?

«Il vaccino è sicuro per la maggior parte di coloro che soffrono di cuore – spiega la dottoressa. La somministrazione avviene con un’iniezione, di solito nel muscolo del braccio (deltoide). Alcuni hanno una reazione simil allergica nel punto d’iniezione con gonfiore e rossore, un po’ di febbre (da 37 a 38 °C) o dolori muscolari: sono effetti collaterali che di solito spariscono in un paio di giorni».

(Per approfondire leggi qui: Influenza, ministero della Salute: vaccini e igiene le regole di prevenzione)

«Esistono vaccini che si possono somministrare per inalazione (per via nasale), che tuttavia non sono adatti per persone che soffrono di malattie di cuore perché possono peggiorare i sintomi. Comunque l’indicazione a scegliere se vaccinarsi oppure no è bene che provenga dal medico, soprattutto per chi ha avuto in passato reazioni allergiche a un vaccino, per chi è particolarmente fragile, per chi si trova in situazioni particolari come la gravidanza, per chi ha avuto una sindrome di Guillain-Barré dopo una somministrazione di vaccino e per chi ha la febbre il giorno in cui dovrebbe fare il vaccino».

Quando si deve fare il vaccino antinfluenzale?

«Chi soffre di malattie del cuore dovrebbe vaccinarsi appena il vaccino è disponibile: in autunno, da metà ottobre a fine dicembre (Clicca qui per approfondire). In genere il picco di influenza si verifica fra novembre e gennaio, ed è questo il periodo in cui la vaccinazione potrebbe dare il massimo effetto protettivo; da gennaio in poi l’influenza diventa meno probabile e il vaccino meno indicato».

(Per approfondire leggi qui: Influenza, al via la campagna di vaccinazione)

È il cardiologo che deve somministrare il vaccino?

«No: il medico di famiglia dovrebbe dare le indicazioni e l’iniezione può essere somministrata dal medico, negli Istituti di Igiene, in alcuni ospedali. Il vaccino si può acquistare anche in farmacia, ma è sempre bene che si chieda prima il consiglio del proprio medico, che dovrebbe conoscere a fondo il nostro stato di salute e valutare rischi e benefici del vaccino stesso».

«Anche l’ospedale Humanitas è impegnato nella campagna di vaccinazione antinfluenzale», spiega il dottor Michele Lagioia, direttore sanitario di Presidio di Humanitas. «Il nostro impegno si concretizza nella vaccinazione dei pazienti ricoverati, laddove considerato compatibile con il loro stato di salute, secondo quanto prevede il protocollo d’intesa con la ASLMilano2».

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