A novembre più consapevoli sul tumore al pancreas: le 10 cose da sapere

Sul tumore al pancreas è necessario saperne di più: entro il 2030 sarà infatti la seconda causa di morte per tumore nei Paesi Occidentali. Per aumentarne la conoscenza venerdì 13 novembre ricorre la Giornata Mondiale sul Tumore al pancreas (World Pancreatic Cancer Day) istituito dalla Pancreatic Cancer Action, un’organizzazione non governativa inglese impegnata nella sensibilizzazione su questa neoplasia. In Italia novembre è il mese della consapevolezza sul tumore del pancreas.

(Per approfondire leggi qui: 4 categorie per i tumori del pancreas)

«Il tumore al pancreas è tipicamente un tumore dei Paesi occidentali, quelli che godono di un maggior livello di benessere. Ciononostante, e nonostante la sua gravità, è in proporzione una delle neoplasie per cui esistono meno finanziamenti per la ricerca di nuove cure», dice il dottor Alessandro Zerbi, responsabile della Sezione autonoma di Chirurgia del pancreas dell’ospedale Humanitas.

Tra i segni precoci del tumore al pancreas anche dolori addominali e perdita di peso involontaria

Il tumore al pancreas è fra le prime cinque cause di morte per tumore ed è una delle neoplasie con un’evoluzione più sfavorevole. Nel 2015, in Italia, sono attesi circa 12.500 nuovi casi (fonte dati: I numeri del cancro in Italia 2015). Tuttavia la sua prognosi può essere migliorata grazie alla diagnosi precoce. In che modo? «Avendo più consapevolezza dei sintomi e dei segni precoci di una sua eventuale insorgenza. Tra questi la comparsa improvvisa di diabete in una persona non predisposta, dolori addominali e alla schiena senza possibili spiegazioni, la perdita improvvisa e involontaria di peso corporeo e naturalmente l’ittero», spiega il dottor Zerbi.

«Anche la presenza di “cisti” pancreatiche può essere un campanello d’allarme: alcune di queste possono evolvere infatti in senso maligno, pertanto è necessario monitorarle nel tempo», aggiunge.

Tra i fattori di rischio non modificabili per il tumore al pancreas ci sono l’età e la familiarità

«Il tumore al pancreas è più frequente dopo i 70 anni, ma non sono rari i casi fra i 40 e i 60 anni. L’impressione è che i casi di tumore in queste fasce d’età più precoci sia in aumento».

(Per approfondire leggi qui: Tumore al pancreas, un esame delle urine per la diagnosi precoce?)

Anche aver avuto casi di tumore al pancreas in famiglia ne aumenta il rischio: «Circa il 10% dei tumori al pancreas ha questa genesi familiare. Il rischio aumenta solo in alcune famiglie in cui ci sono stati almeno due casi di tumore al pancreas; per i parenti sani potrebbero essere indicati degli esami di screening», precisa il dottor Zerbi. «Qui nell’ospedale Humanitas stiamo avviando un programma di informazione per i parenti delle persone che hanno subito una diagnosi di tumore al pancreas. Con una serie di colloqui suggeriamo degli approfondimenti diagnostici».

Per il tumore al pancreas non esistono programmi di screening specifici ma in tutto il mondo diverse organizzazioni stanno lavorando per definirli. Tra queste l’AISP, Associazione Italiana per lo Studio del Pancreas presieduta dal dottor Zerbi, impegnata nella messa a punto di un  registro di sorveglianza prospettica dei soggetti a rischio genetico di cancro del pancreas.

Infine, importantissima, la prevenzione. Alcuni fattori di rischio del tumore al pancreas sono modificabili, a cominciare dal fumo: «Il fumo è il principale fattore di rischio per il quale si è dimostrata una forte correlazione con il tumore al pancreas. Il 30% dei casi è causato infatti dal fumo. Per quanto riguarda gli altri fattori modificabili, dall’alcol a una dieta ricca di grassi al sovrappeso, la correlazione c’è ma è più debole», conclude il dottor Zerbi.

 

Ecco il decalogo dell’AISP sul tumore al pancreas:

  • Il tumore del pancreas colpisce ogni anno quasi 15.000 persone in Italia, più spesso in un’ età compresa tra i 70 e gli 80 anni.
  • È una malattia sulla quale è importante fare “educazione” perché entro il 2030 sarà la seconda causa di morte per tumore nei Paesi Occidentali.
  • Si può cercare di prevenire ed evitare lo sviluppo del tumore del pancreas, astenendosi da comportamenti a rischio, per esempio il fumo di sigaretta causa il 30% dei casi di tumore.
  • Il sovrappeso, l’abuso di alcolici, una dieta con troppi grassi, una storia precedente di diabete e di pancreatite cronica sono fattori di rischio per il tumore del pancreas.
  • Avere avuto familiari che hanno sviluppato il tumore del pancreas aumenta il rischio di ammalarsi, ma, solo in alcune famiglie in cui si sono verificati ripetuti casi (almeno 2) del tumore, potrebbe essere indicato far eseguire esami di screening ai familiari sani.
  • E’ bene tenere sotto controllo alcuni tipi di “cisti” pancreatiche che possono essere precursori del tumore del pancreas
  • I sintomi e i segnali del tumore del pancreas sono: dolore addominale, perdita involontaria di peso, l’ittero (colore giallastro della pelle e degli occhi), un diabete comparso improvvisamente in soggetti che non erano sovrappeso.
  • La diagnosi viene generalmente eseguita mediante una TAC o con la Risonanza Magnetica, ma spesso può essere necessaria una Ecoendoscopia per confermarla.
  • La diagnosi e la cura del tumore del pancreas richiedono l’intervento di diversi specialisti: gastroenterologo, radiologo, patologo, chirurgo, oncologo, radioterapista, endocrinologo, terapista del dolore. 
  • Nonostante il tumore del pancreas sia una neoplasia molto grave, in proporzione esistono meno finanziamenti per la ricerca di nuove cure.