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Celiachia, attenzione non solo al glutine palese ma anche a quello nascosto

20/09/2016

Nonostante la ricerca sia testando alcuni farmaci per la celiachia, al momento l’unica terapia efficace rimane la dieta senza glutine. Questa proteina è infatti l’unica responsabile dell’infiammazione che caratterizza la malattia: in soggetti geneticamente predisposti l’ingestione di alimenti che contengono glutine determina una reazione nell’intestino che porta all’appiattimento dei villi intestinali.

Al glutine si deve fare molta attenzione perché è presente in tanti alimenti sia in forma palese che nascosta, come spiega il professor Silvio Danese, gastroenterologo e responsabile del Centro Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali dell’ospedale Humanitas, intervenuto nella trasmissione di Rai3 Elisir.

(Per approfondire leggi qui: Celiachia e sensibilità al glutine: scopri le differenze)

«Il glutine “palese” è presente in tantissimi cereali e quindi nei prodotti derivati dalle sue farine: dal frumento all’orzo, dalla segale al farro. Ma è presente in forma nascosta anche in altri prodotti anche industriali (come alcuni yogurt con preparati a base di frutta o nelle caramelle, per fare degli esempi) in quanto il glutine è comunemente usato come addensante. Per questo – sottolinea il professore – seguire la dieta senza glutine in maniera rigorosa permette di gestire la malattia celiaca. Attenzione solo alla percentuale piuttosto ridotta di casi di celiachia refrattaria. In questi soggetti, pur seguendo una dieta priva di glutine, la celiachia per motivi non noti resiste alla dieta».

Una terapia risolutiva diversa dalla dieta aglutinata non esiste

Il campo dei trattamenti della celiachia è da tempo oggetto di ricerca: «In alcuni centri si stanno testando dei farmaci a base di endopeptidasi, un enzima, per eliminare le parti nocive del glutine e anche dei farmaci per rinforzare la barriera intestinale», aggiunge lo specialista.

Sono i tessuti dell’intestino tenue a subire il danno causato dall’infiammazione cronica. «I villi intestinali si accorciano, diventano più “tozzi”, non assorbono più in maniera ottimale e il soggetto perde la regolare funzione del piccolo intestino. Ecco perché, ad esempio, uno dei campanelli d’allarme che potrebbero farci sospettare la celiachia nei bambini è la crescita fisica ritardata».

(Per approfondire leggi qui: Celiachia, per i bimbi stop alla biopsia: diagnosi solo con esame del sangue)

Quali sono invece i sintomi generali più comuni della celiachia?

«Diarrea, dimagrimento e dolori addominali, ma attenzione anche alla cattiva digestione e al gonfiore addominale. Molti sintomi però sono aspecifici, ovvero sono comuni ad altre malattie come la sindrome del colon irritabile o anche la malattia di Crohn. Pertanto servono esami approfonditi per poter arrivare a una diagnosi di celiachia: la ricerca di anticorpi nel sangue (anti-transglutaminasi) prodotti in risposta alla presenza di glutine, e infine la gastroscopia del piccolo intestino con biopsia».

Grazie all’affinamento delle diagnosi il numero di persone con celiachia s’è stabilizzato dopo aver conosciuto un aumento negli anni precedenti. In Italia ogni 100 persone circa una è celiaca.

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