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Vaccino antinfluenzale meno efficace con farmaci per abbassare il colesterolo?

17/11/2015

È possibile che alcuni farmaci che i malati di cuore prendono abitualmente, per esempio le statine per abbassare il livello del colesterolo nel sangue, riducano l’efficacia del vaccino antinfluenzale? Risponde la dottoressa Lidia Rota, presidente di ALT-Associazione per la lotta alla trombosi e alle malattie cardivoascolari.

(Per approfondire leggi qui: Cuore a rischio: me lo dice un prelievo?)

Le statine sono particolarmente importanti per i pazienti che hanno sofferto o soffrono di infarto, cardiopatia ischemica, aterosclerosi, diabete o ipertensione, che hanno un alto rischio di nuovi eventi e devono essere protetti in modo accurato. Nel dubbio che alcuni farmaci, come le statine, possano in qualche modo interferire con l’efficacia del vaccino antinfluenzale, è stato realizzato uno studio, pubblicato in questi giorni, che ha misurato in oltre 7mila pazienti anziani vaccinati per l’influenza il livello degli anticorpi prodotti dal sistema immunitario grazie alla vaccinazione: la vaccinazione induce il sistema immunitario a produrre anticorpi che riconoscono il virus e lo uccidono prima che provochi la malattia; ognuno di noi risponde in modo particolare alla stimolazione da vaccino, alcuni producono molti anticorpi e sono ben difesi, altri ne producono meno e rimangono un po’ più indifesi.

Più casi di broncopolmonite in pazienti vaccinati che assumevano statine, dice una ricerca

Dallo studio è emerso che i pazienti che assumono statine, farmaci importanti per ridurre il livello del colesterolo e quindi la probabilità di infarto e di altri eventi vascolari, producono meno anticorpi rispetto ai pazienti che non prendevano statine.

(Per approfondire leggi qui: Colesterolo, non serve dire addio alle uova)

Un secondo studio ha affrontato il tema registrando quanti casi di broncopolmonite si fossero verificati in pazienti vaccinati, confermando che le broncopolmoniti sono più frequenti nei pazienti che sono stati vaccinati ma contemporaneamente assumono statine rispetto a quelli vaccinati ma che non ne assumevano.

Si tratta solo di osservazioni preliminari, che in nessun modo, per ora, devono cambiare l’atteggiamento del medico nei confronti del paziente per il quale le statine sono necessarie.

No al contatto diretto con persone febbricitanti: un’accortezza per evitare il virus dell’influenza

Il paziente va però avvertito della possibilità che il vaccino possa non essere completamente efficace e dell’opportunità di mettere in atto precauzioni aggiuntive che contribuiscano a difenderlo dall’attacco del virus, prescindere dal vaccino.

(Per approfondire leggi qui: Vaccino antinfluenzale? Sì, soprattutto se il tuo cuore è malato)

Tra queste una particolare attenzione ad evitare luoghi chiusi o molto affollati, o nei quali si fuma, o al contatto diretto con persone con febbre e forse già colpite dall’influenza sono metodi efficaci per ridurre la probabilità di essere contagiati dal virus.

(Fonte: Journal of Infectious Diseases, Ottobre 2015)

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