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Il gomito? Del tennista ma non solo!

04/03/2002

Anche chi non ha mai giocato a tennis può essere colpito dal cosidetto “gomito del tennista”. In particolare le persone che fanno parte di determinate categorie, come coloro che compiono lavori che comportano un uso ripetitivo del braccio e del polso, sono da considerarsi a rischio. Il dottor Alberto Lazzerini, responsabile di Chirurgia della Mano di Humanitas, illustra questo disturbo che coinvolge i tendini del braccio.

La malattia
L’epicondilite laterale, comunemente conosciuta come “gomito del tennista”, consiste nell’infiammazione dei tendini dei muscoli estensori dell’avambraccio. Questi muscoli si inseriscono all’esterno del gomito e permettono di sollevare la mano e il polso. Il dolore può essere avvertito nel punto in cui le fibre tendinee di questi muscoli aderiscono all’osso della parte esterna del gomito o per tutta la lunghezza dei muscoli. In genere è più intenso durante o dopo gli sforzi compiuti con la mano e il polso. Nei casi più gravi il semplice movimento del polso o l’azione di afferrare degli oggetti, anche se leggeri, possono risvegliare il dolore.
Questa patologia è nota col nome di “gomito del tennista”, poiché si è visto che le persone che praticano il tennis o altri sport che prevedono l’uso di una racchetta a volte sviluppano questo disturbo a causa di una scorretta tecnica di gioco. Invece, l’epicondilite mediale, che riguarda cioè l’epicondilo che sta dal lato interno del gomito, viene chiamata “gomito del golfista” . Si tratta di una condizione simile che però si instaura nella parte interna del gomito.

Quali sono le cause?
L’utilizzo ripetitivo del braccio o una lesione riportata nella regione dell’epicondilo mediale possono danneggiare l’inserzione dei muscoli e quindi causare la comparsa dei sintomi del gomito del tennista. Solitamente le persone che vanno incontro a questo disturbo svolgono attività con movimenti ripetuti del braccio o del polso con il palmo della mano rivolto in basso. Ne sono più soggette le persone tra i 30 e i 40 anni di età.

Quali sono i sintomi?
La zona di maggior dolore si trova generalmente vicino al gomito, nella sua parte esterna, nota come epicondilo laterale. Questa zona è solitamente dolente alla pressione e può risentire anche della presa degli oggetti con la mano. Nei casi più gravi il dolore può essere evocato dalla maggior parte dei movimenti del gomito.

Come viene trattato?
Il trattamento può includere la limitazione o l’astensione dai movimenti che provocano dolore come i movimenti di sollevamento di pesi con la mano rivolta col palmo in basso. Talvolta un tutore applicato all’avambraccio in prossimità del gomito è utile per proteggere la muscolatura sofferente fino alla guarigione. In alcuni casi può giovare la applicazione di un tutore per il polso. I farmaci anti-infiammatori possono essere presi per bocca e nei casi più gravi o di lunga data si possono ottenere miglioramenti tramite l’infiltrazione locale di cortisonici. Il chirurgo può insegnare movimenti da compiere con lo scopo di distendere e rinforzare la muscolatura per ridurre il rischio che l’infiammazione ritorni.
Con il migliorare della condizione, si determina solitamente un lento ritorno alle normali attività. È abbastanza comune però che il disturbo si ripresenti nel tempo.
Se i trattamenti non chirurgici non portano beneficio può essere indicato un intervento chirurgico.
Il chirurgo può esporre al paziente le varie soluzioni chirurgiche per l’epicondilite laterale e i possibili risultati. L’epicondilite laterale è spesso un disturbo insistente e cronico che può necessitare di molti mesi per risolversi.

A cura di Giorgia Diana

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