Alimentazione

Vegetariani e vegani vivono meglio?

30/09/2014

Quale differenza c’è tra essere vegetariani e essere vegani? Spesso questi due concetti vengono sovrapposti l’uno all’altro, ma l’impatto che essi hanno sulla vita di chi decide di seguirli è molto differente, tanto quanto lo sono l’essere vegetariano piuttosto che l’essere carnivoro.

In occasione della Giornata Mondiale dei vegetariani 2014 che ricorre il 1° ottobre, e in previsione di quella vegana mondiale, in programma giusto un mese dopo, il 1° novembre, proviamo a capire quanto queste “filosofie” possono incidere sulla salute di chi le pratica, con l’aiuto della dottoressa Sabrina Oggionni, dietista di Humanitas Gavazzeni.

Dal punto di vista alimentare, qual è la differenza tra vegetariani e vegani?

«I vegani sono vegetariani che oltre a non mangiare carne e pesce – come appunto fanno i vegetariani – rifiutano di cibarsi e di utilizzare tutti quei prodotti che derivano dagli animali. Quindi non mangiano le uova, il latte e i suoi derivati e il miele».

Quale impatto sul nostro organismo possono avere questi tipi di alimentazione?

«Le diete vegetariane e vegane sono ricche di cereali, frutta, verdura, legumi, che riducono l’introito di grassi saturi e colesterolo e hanno quindi proprietà protettive nei confronti di diverse patologie croniche, tra cui quelle cardiovascolari. Questi effetti sono però positivi solo quando la dieta è ben pianificata, programmata, così da evitare possibili carenze. Nello specifico i vegani, rinunciando a latte e derivati e uova, corrono il rischio di andare incontro a carenze di vitamina B12, vitamina D, calcio, ferro, acidi grassi omega 3. Questi nutrienti possono comunque essere assunti attraverso alimenti di origine vegetale sostitutivi, che a volte vengono “fortificati”, come ad esempio il latte di riso o di soia al quale viene aggiunto del calcio, o alcuni cereali della prima colazione cui vengono aggiunti ferro e vitamine. Per bilanciare queste diete è inoltre buona cosa inserire noci, semi di lino e frutta oleosa, che forniscono alcuni acidi grassi essenziali. La buona pianificazione di queste diete deve prevedere inoltre un consumo di proteine vegetali, fornite dalla soia e da legumi che, uniti ai cereali, garantiscono l’introito di proteine complete, come quelle della carne».

In generale chi sceglie queste filosofie alimentari sostiene di sentirsi meglio. È una sensazione reale?

«Il largo consumo di frutta, verdura, legumi, cereali di diversa natura operato da vegetariani e vegani dovrebbe essere preso d’esempio anche dagli “onnivori”, per migliorare la loro alimentazione. In generale, varrebbe la pena di diminuire un po’ il consumo di carne, latte e derivati, a favore di alimenti integrali, frutta e verdura, che hanno un impatto positivo sulla nostra salute in generale. Di contro è comunque importante non inventarsi dall’oggi al domani vegetariani o vegani, ma basare la propria scelta adottando un’alimentazione controllata, ben definita. Perché di questi stili alimentari non bisogna prendere in considerazione solo l’aspetto legato all’esclusione ma bisogna imparare a cibarsi di “nuovi” alimenti, che prima non si conoscevano, preferibilmente seguendo il consiglio e il supporto di un esperto».

 

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