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Benessere

Sedentarietà, basta poco per ottenere benefici. Cominciamo a camminare!

24/09/2015

Anche la persona più sedentaria del mondo può ottenere benefici con poco se comincia a muoversi, ad esempio camminando più spesso. «Qualsiasi attività fatta in più rispetto a ciò che facciamo è un grosso passo avanti: non serve fare cose impossibili, ma è realistico per ciascuno fare un po’ di esercizio fisico per stare meglio». Così la professoressa Daniela Lucini, responsabile della Sezione di Medicina dell’esercizio dell’ospedale Humanitas.

L’Organizzazione mondiale della Sanità raccomanda per gli adulti tra 18 e 64 anni almeno 150 minuti di attività fisica aerobica da moderata a intensa a settimana o 75 minuti a maggiore intensità. L’esercizio fisico include anche camminare, ballare o fare i lavori domestici. Non solo, significa anche “muoversi” per andare a lavoro, dunque camminare o andare in bicicletta. «È vero che dovremmo arrivare a fare 150 minuti di attività moderata, ovvero camminare a passo veloce, ma nella realtà se si fa di meno o se si cammina più adagio, comunque i benefici ci sono. L’attività fisica che viene consigliata per stare meglio è qualcosa di assolutamente realistico e su misura per qualsiasi persona», sottolinea la professoressa.

(Per approfondire leggi qui: Expo e salute, sedentarietà: 90% adolesenti non si muove a sufficienza)

Ma cosa si può fare per promuovere l’adesione a stili di vita più salutari?

È dovere della classe dirigente facilitare il movimento dei cittadini creando migliori infrastrutture e ambienti urbani in grado di favorire l’attività fisica come la costruzione di più piste ciclabili.

Ma anche le stesse aziende o gli uffici pubblici sono chiamati direttamente in causa nel tentativo di promuovere stili di vita virtuosi che facilitano l’attività fisica. Come? Cominciando a dare ai dipendenti più occasioni di muoversi, per esempio fare più spesso le scale e non prendere l’ascensore, o dotarsi di docce per chi sceglie di venire a lavoro in bici o di sale fitness.

Fumo di sigaretta, alcol e sovrappeso e obesità restano i tre maggiori rischi di morte prematura secondo l’Oms. L’organizzazione ha ribadito ancora una volta la necessità di contrastare l’inattività fisica e le cattive abitudini per ragioni di salute pubblica. Più sedentarietà, infatti, significa un maggiore rischio di malattie cardiovascolari, di ipertensione, diabete e obesità. L’allarme è stato lanciato nel Rapporto 2015 sulla Salute dell’Ufficio regionale europeo dell’organizzazione.

6 europei su 10 hanno un peso maggiore del dovuto

Secondo il dossier dell’Oms, in Europa si consumano in media 11 litri di alcol puro a persona, ogni anno; 3 persone su 10 fumano mentre poco meno del 60% della popolazione è in eccesso di peso. Il livello di incidenza di questi tre fattori di rischio, sottolinea l’Oms, è “pericolosamente alto”.

I 53 Paesi della regione europea dell’Oms si sono posti alcuni obiettivi di salute pubblica da raggiungere entro il 2020. Secondo il Rapporto 2015 questi Paesi sono sulla buona strada per centrare gli obiettivi di riduzione della mortalità prematura dovuta a cancro, diabete, malattie cardiovascolari e respiratorie croniche.

 

(Per approfondire leggi qui: Sedentarietà, per star bene bisogna essere attivi sempre)

 

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