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Benessere

Al sole, meglio coprirsi!

18/05/2015

Con la bella stagione ormai alle porte, si presenta di nuovo l’annoso problema di proteggersi dai raggi del sole. Tutti noi (non soltanto i bambini e gli anziani) dovremmo fare attenzione ai danni che l’esposizione alla luce solare, specialmente nel lungo periodo, può provocare alla nostra pelle. Anche la protezione offerta dalle creme solari è purtroppo insufficiente, specie se l’esposizione si prolunga per lungo tempo o se ci esponiamo nelle ore più calde della giornata.

«Al contrario di quanto succede per altri tumori, l’incidenza di epiteliomi e melanomi continua ad aumentare. La pelle, che è un organo esposto, subisce certamente danni proporzionali alla lunghezza della vita, ma ne subisce anche di aggiuntivi, per i quali senza dubbio la radiazione ultravioletta gioca il ruolo preponderante. I raggi UV, provenienti dalla radiazione solare o creati dalle lampade abbronzanti, portano a un invecchiamento precoce della cute, chiamato fotoinvecchiamento, visibile sotto forma di macchie, rughe, lassità e ruvidità cutanea» dice il prof. Marcello Monti, responsabile dell’Unità Operativa di Dermatologia di Humanitas e professore di Dermatologia presso l’Università degli studi di Milano.

 

Il fotoinvecchiamento, quando il DNA viene danneggiato

«Il fotoinvecchiamento è un complesso di alterazioni, a livello sia epidermico sia dermico, causato dall’energia trasportata dai raggi UV. Non è facile distinguerlo dal normale processo di invecchiamento della pelle, perché molti segni clinici, soprattutto se la persona è anziana, sono in comune; in un giovane è solitamente molto più evidente.

Il fotoinvecchiamento non riguarda solo l’aspetto deteriorato della cute, è soprattutto un segnale della propensione a degenerare in forma neoplastica, dovuta al continuo danneggiamento del DNA delle cellule epidermiche e dei melanociti, causato dai raggi UV» aggiunge il prof. Monti, che prosegue: «Negli ultimi decenni sono state messe in atto alcune campagne di educazione all’esposizione corretta al sole, per lo più a cura delle associazione dei dermatologi. Il Ministero della Salute ha fatto poco e gli sforzi dei dermatologi non hanno portato i risultati sperati. Qualche segnale positivo ci viene invece dalla Comunità Europea, con campagne che insegnano come i bambini non vadano mai esposti al sole diretto e che sia opportuno (per tutti) usare indumenti di protezione. Il fotodanneggiamento cutaneo, anche se è difficile accorgersene, è infatti massimo nei primi anni di vita. Esiste un metodo indiretto per capire il danno solare cui esponiamo i bambini: quando li lasciamo al sole senza indumenti protettivi sviluppano decine e decine di nei. Il migliore auspicio resta comunque che cambi la mentalità generale rispetto alla solare, senza vergognarsi di ritornare a quanto facevano i nostri avi che al sole, a differenza di noi, si coprivano».

 

Il 23 maggio è lo Skin Cancer Day

Per promuovere una maggiore consapevolezza rispetto alla prevenzione, come ogni anno Humanitas organizza lo Skin Cancer Day, sabato 23 maggio 2015. A partire da venerdì 1 maggio è possibile effettuare la prenotazione; a tutti i partecipanti, verranno eseguite visite gratuite con esame demoscopico computerizzato per il riconoscimento in fase precoce di melanomi ed epiteliomi. Per tutti gli interessati, sarà poi proiettato un filmato che introduce il tema dei tumori cutanei e una serie di poster educativi in tema di fotoprotezione consapevole. Affrettatevi, i posti sono limitati!

 

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