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Benessere

Acque termali, gioie e dolori per la pelle

03/12/2014

Terme e spa: ovvero immergersi in acque calde, avvolti da vapori e sensazioni confortevoli. L’inverno è la stagione ideale per il benessere termale. Una fuga per il week end oppure una sosta più lunga per le cure inalatorie o i fanghi. Spesso, però, si tralascia la valutazione della tipologia di acqua termale nella quali ci si bagnerà. «Non si tratta di un fattore trascurabile soprattutto per la pelle», ricorda il professor Marcello Monti, responsabile di Dermatologia in Humanitas.

 

Bisogna distinguere tra terme e spa

Prima di mettere cuffia e costume in valigia è meglio fare una piccola ricognizione sulle caratteristiche dell’acqua.

«Innanzitutto facciamo una distinzione – spiega il professor Monti – tra terme e spa. Nel primo caso abbiamo acque in cui sono disciolti sali e che hanno delle proprietà specifiche, che possono anche avere degli effetti o delle controindicazioni per la pelle».

Nel secondo caso, le famose spa ‘salus per aquam’ spuntate come funghi in questi ultimi anni, se non sono collegate a fonti di acqua termale, come accade nella maggior parte dei casi, offrono soltanto il lato ‘benessere’ dei trattamenti termali: quindi percorsi con sauna, bagno turco, docce emozionali, percorsi kneipp, idromassaggio. «In questo caso e se il paziente non ha problemi dermatologici non c’è alcuna differenza tra le acque scelte, perché se la pelle è sana tollera qualsiasi tipo di sale disciolto nelle acque e anche temperature abbastanza alte».

Naturalmente, l’acqua troppo calda potrebbe essere controindicata se si soffre di pressione bassa. Sul fronte della pelle «la musica cambia – ricorda il professor Monti – quando ci sono problemi dermatologici. Se il paziente soffre di eczema, di dermatite, di psoriasi deve sapere che le acque salso bromo iodiche possono essere irritanti».

Ci sono invece bagni che fanno bene? «Per gli stessi pazienti le acque sulfuree – continua lo specialista – hanno un’azione curativa, in quanto lo zolfo ha un’azione riducente sull’infiammazione e gli stessi effetti benefici si possono avere anche nel caso di acne».

Per quanto riguarda il tempo di permanenza? «Il consiglio – risponde il professor Monti – se si hanno patologie in corso è sempre quello di chiedere consiglio al dermatologo o all’esperto di medicina termale responsabile dello stabilimento che deve essere sempre disponibile, in ogni Centro, per fornire risposte a quanti le frequentano».

 

Saponi e creme termali fanno bene?

Ogni centro termale dispone ormai di linee di prodotti estetici o cosmetici. Saponi, creme per il corpo, trattamenti che rimandano alle proprietà delle acque termali.

«In realtà la loro efficacia è molto limitata – spiega lo specialista – perché le proprietà termali sono legate all’acqua sorgiva. Gli oligoelementi benefici disciolti nell’acqua hanno una emivita brevissima e si degradano molto velocemente a distanza di tempo. Quindi la speranza di racchiudere questi elementi attivi in saponette e creme da usare a casa anche a distanza di mesi può trasformarsi in un’illusione in chi soffre, ad esempio, di dermatite».

In questi casi il trattamento deve essere mirato. «Possiamo intervenire con antinfiammatori cutanei naturali, ad esempio l’ittiolo, e altri principi che riducono l’infiammazione – dice il professor Monti –. In Humanitas evitiamo cure a base di cortisone, allineandoci alle indicazioni che vengono ormai seguite nelle migliori cliniche dermatologiche del mondo».

 

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