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Prelievi del sangue, in Humanitas grande attenzione ai bambini

14/11/2018

I bambini possono essere “pazienti difficili”. Soprattutto se si devono eseguire esami fastidiosi e anche potenzialmente dolorosi come il prelievo del sangue. Insieme alla dottoressa Elisabetta Corsi, coordinatrice dei centri prelievi Humanitas Medical Care e operativa in HMC Fiordaliso a Rozzano, abbiamo visto quali sono le modalità di approccio e di preparazione del bambino quando deve sottoporsi a questo tipo di esame che non è sempre facile e richiede un’attenzione particolare da parte del medico o dell’infermiere addetto a questo compito.

 

“In Humanitas evitiamo il trauma”

“Eseguire il prelievo del sangue ai bambini (a partire dai due anni di età) non è una cosa semplice, in quanto occorrono esperienza, predisposizione, manualità, pazienza, capacità di gestire i piccoli pazienti, infondendo loro sicurezza e tranquillità, perché non subiscano un trauma che potrebbero poi portarsi dietro per tutta la vita”, spiega la dottoressa.

Si usa il cosiddetto “ago a farfalla”, chiamato così perché è più corto rispetto agli aghi di normale utilizzo ed è dotato di due alette di plastica  fissate alla sua base che permettono di manovrarlo facilmente ed evitare che si muova durante il prelievo.

“A volte – prosegue la specialista ­– nemmeno tutto questo è sufficiente per riuscire a effettuare il prelievo; infatti, spesso, se il bambino arriva terrorizzato, non c’è nulla che riesca a distrarlo o a consolarlo. In mancanza di una sua collaborazione si deve rinunciare per non correre il rischio di fargli male”.

Con quelli che invece arrivano spaventati ma non eccessivamente invece il “trucco” è chiedergli della loro vita, farli parlare delle cose che preferiscono proprio allo scopo di instaurare da subito un rapporto confidenziale e tranquillizzarlo il più possibile.

“Successivamente passa ad una spiegazione dettagliata di ciò che sto per fargli – ha detto la specialista -, il motivo per cui lo faccio, e lo tranquillizzo sul fatto che non gli sentirà dolore. Gli indico poi dove effettuerò il prelievo, facendogli toccare la vena con l’altra mano, come forma di conoscenza del proprio corpo. Infine, gli mostro le provette che devo riempire, spiegandogli perché i tappi che le chiudono sono di diversi colori”.

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Come ci si prepara all’esame del sangue?

La preparazione è esattamente come quella degli adulti, ossia osservando le classiche otto-dieci ore di digiuno, con la differenza, però, che avendo il bambino meno riserve e un metabolismo più “veloce”, deve mangiare a sufficienza la sera prima. Inoltre, “è bene che si presenti in ambulatorio il mattino presto per potergli far fare colazione il prima possibile”, avverte la dottoressa.

 

Come avviene il prelievo in Humanitas?

“Humanitas Medical Care dispone di un centro prelievi con personale sanitario altamente specializzato per questo servizio e si trova all’interno del Centro commerciale Fiordaliso a Rozzano (Milano)”, ha detto la dottoressa Corsi.

Durante l’operazione, alcuni bambini guardano, mentre altri si impressionano e voltano la faccia dall’altra parte.

“L’importante è che decidano loro spontaneamente come comportarsi, senza in alcun modo forzarli – avverte la dottoressa -. Mentre si esegue il prelievo, in genere i bambini più grandi si sentono rincuorati nel tenere la mano della mamma e questo spesso è sufficiente. I più piccoli, invece, molte volte vanno tenuti fermi con la forza: l’operatore deve essere rapido per non rischiare che l’ago si sposti, rendendo quindi necessario un altro prelievo, ma soprattutto per non aumentare lo stato di stress del bambino”.

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