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Oculistica

A Milano in via Domodossola apre l’ambulatorio di ortottica

19/10/2018

L’ortottica è un importante ramo dell’oculistica che ha come obiettivo la valutazione e la riabilitazione visiva dei disturbi muscolari, sensoriali e dell’innervazione che colpiscono l’apparato visivo. Da settembre 2018 Humanitas ha attivato un ambulatorio dedicato gestito dalla dottoressa Chiara Favilli, ortottista ed assistente in Oftalmologia. Il centro, che è sotto la diretta supervisione del dott. Fabrizio Camesasca, medico oculista dell’Eye Center di Humanitas Research Hospital di Rozzano, va ad ampliare la vasta offerta di prestazioni di HMC Milano.

 

Come funziona una visita ortottica e quali anomali può individuare?

In condizioni normali gli occhi lavorano insieme e in armonia, con lo scopo di consentire la percezione di un’immagine singola ad alta risoluzione. La prima parte della visita ortottica consiste nella valutazione dell’acuità visiva, attraverso la misurazione della vista e l’individuazione della presenza di difetti refrattivi. Seguono alcuni esami per studiare la visione binoculare, ossia la capacità dei due occhi di lavorare insieme, fornendo una corretta percezione della profondità, e l’esame della motilità oculare, che consente di valutare, prima singolarmente (duzioni), poi insieme (versioni) i sei muscoli oculari.

La visita ortottica permette quindi di diagnosticare tutte le eventuali anomalie della visione binoculare. Fra queste troviamo:

Strabismo, deviazione degli occhi visibile, oppure identificabile solo mediante specifici test, causata da un deficit dei muscoli oculari, genera una conseguente perdita della capacità di valutare con precisione la distanza degli oggetti (stereopsi).
Paralisi oculari, spesso conseguenti ad un trauma, causate da lesioni di un singolo o di più nervi oculomotori, a volte associate ad altri segni e/o sintomi neurologici.
Diplopia, intesa come “visione doppia” di un oggetto, durante la visione con entrambi gli occhi. Tra le cause rientrano problemi neurologici o muscolari, che alterano la capacità dei due occhi di lavorare insieme nella percezione di una singola immagine.
Ambliopia o “occhio pigro”, disturbo molto frequente nei bambini, si verifica quando, spesso per un problema ottico, un occhio vede meglio e viene usato di più rispetto all’altro. L’occhio meno utilizzato sviluppa una minor capacità visiva e viene, quindi, “trascurato” dal cervello. Diagnosi e trattamento vanno effettuati circa entro i 10 anni di età, pena l’impossibilità di sviluppare una finezza visiva normale.
Dislessia e disturbi specifici dell’apprendimento, associati a problemi di motilità oculare e accomodazione. Alla valutazione del neuropsichiatra e al lavoro del logopedista va associata la valutazione oculistica e ortottica per valutare e trattare il problema visivo. In presenza di un Disturbo Specifico dell’Apprendimento (DSA), già diagnosticato dal logopedista, viene utilizzata una serie di test visuo-percettivi per identificare la presenza di compromissione delle abilità visuo-motorie e visuo-percettive.
Alterazioni della motilità oculare, legate alla presenza di malattie sistemiche, neurologiche o endocrine. Un esempio è l’ipertiroidismo (Morbo di Basedow-Graves) il quale causa la protrusione dei globi oculari verso l’esterno (i cosiddetti “occhi sporgenti”). Questa malattia, anche se ben gestita dal medico endocrinologo, può comunque causare dei problemi di motilità oculare

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Trattamenti per adulti e bambini

Negli adulti, in presenza di uno strabismo post-chirurgico o post-traumatico o, ancora, legato a una paralisi oculare, si tende a prescrivere una lente prismatica che orienta la luce in modo particolare per ridurre la diplopia (visione doppia) che, in genere, si manifesta a seguito di questi eventi. I casi più gravi richiedono un trattamento chirurgico effettuato dal medico oculista. Nei casi in cui il paziente presenti un affaticamento nella motilità oculare, può effettuare, sotto la guida dell’ortottista, una serie di sedute di esercizi ortottici riabilitativi (training ortottico), per rieducare e rinforzare la muscolatura oculare. Nei bambini, di età compresa tra 3 e 8-9 anni, strabismo ed ambliopia vengono trattati, nel 90% dei casi, con una terapia riabilitativa, detta occlusiva, che consiste nel chiudere l’occhio che vede di più (dominante) per obbligare l’occhio più “pigro” (ambliope) a lavorare, sviluppando così la stessa acuità visiva dell’altro. Nel restante 10% dei casi l’ortottista può ricorrere ad altri tipi di trattamento.

Il test di Hess-Lancaster e la topografia corneale fra gli esami disponibili

In Humanitas Medical Care Milano, in via Domodossola, oltre alla visita ortottica, è possibile eseguire il test di Hess-Lancaster, per determinare quali sono i muscoli coinvolti nei problemi della motilità oculare.

L’ortottista può inoltre eseguire la topografia corneale, esame per la mappatura della superficie anteriore della cornea, utile a valutare la qualità ottica e la salute della porzione anteriore dell’occhio. Viene prescritta in presenza di glaucoma, cheratocono (assottigliamento della cornea) e difetti refrattivi.

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