Bambini

Cos’è la dislessia e come riconoscerla?

12/10/2018

E’ un disturbo che in Italia mette in difficoltà circa il 3,5% della popolazione. Insieme a disgrafia, disortografia e discalculia, la dislessia fa parte della categoria dei disturbi specifici dell’apprendimento (Dsa). Disturbo di tipo neurobiologico, la dislessia si può manifestare in soggetti con capacità cognitive adeguate, in assenza di patologie neurologiche e di deficit sensoriali. Con la dottoressa Marcella Mauro, psicologa e coordinatrice dell’ambulatorio di Neuropsicologia dell’Apprendimento di Humanitas Medical Care in via Domodossola a Milano, abbiamo cercato di capire cos’è e come riconoscerla.

 

Sintomi della dislessia

La dislessia può essere sospettata quando i bambini, sia nella scrittura che nella lettura, invertono numeri e lettere o sostituiscono la f con la v, la m con la n, la a con la e, la p con la q. Anche l’omissione di lettere, paroli o numeri all’interno della frase può essere un campanello d’allarme.

Soffre probabilmente di dislessia chi è lento o scorretto nella lettura o fatica nella comprensione del testo. Ma anche chi fatica ad imparare elenchi alfanumerici e confonde spesso e volentieri destra e sinistra.

A livello motorio potrebbero segnalare la presenza di questo disturbo sintomi quali l’essere ambidestri o la difficoltà ad eseguire alcune attività come allacciarsi le stringhe. Anche l’eccellenza in materie come musica, disegno e sport sono di solito frequenti nei bambini con disturbi dell’apprendimento.

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Come e quando si manifesta la dislessia?

Nello specifico, la dislessia si manifesta con una difficoltà nella correttezza o nella rapidità della lettura e insorge normalmente nel momento in cui i bambini iniziano la scuola. Tuttavia i disturbi dell’apprendimento in generale possono emergere anche successivamente, quando, con l’avanzare della scolarizzazione, aumentano le richieste prestazionali sul piano della lettura, della scrittura e del calcolo.

I soggetti che ne soffrono hanno difficoltà nelle codificare i segni scritti ed è per questo che la dislessia si manifesta all’inizio della fase di scolarizzazione in assenza di deficit neurologici, sensoriali o cognitivi a cui imputare tali difficoltà. L’automatizzazione dei processi di transcodifica si realizza già nel secondo anno di scuola primaria. Nei dislessici, invece, è più tardiva. Studi genetici indicano che la causa del disturbo va ricercata in sottili alterazioni costituzionali di specifiche aree corticali deputate all’elaborazione degli stimoli visivi e linguistici collegati alla lettura. Tuttavia, accanto ai fattori genetici, anche i fattori ambientali possono esacerbare la comparsa del disturbo.

 

Quali sono gli altri disturbi dell’apprendimento?

Gli altri disturbi dell’apprendimento sono la discalculia, la disgrafia e la disortografia. La discalculia è un disturbo specifico che si manifesta con una difficoltà negli automatismi del calcolo e dell’elaborazione dei numeri. Dislessia, disgrafia, disortografia e discalculia possono presentarsi isolatamente o, nella maggior parte dei casi, raggruppate. La disgrafia è un disturbo specifico di scrittura che si manifesta con una difficoltà nella realizzazione grafica. Le procedure standardizzate disponibili riguardano la velocità della scrittura e la valutazione dei parametri del grafismo (leggibilità della scrittura). La disortografia è un disturbo specifico di scrittura che si manifesta in difficoltà nei processi linguistici di transcodifica. Il soggetto disortografico compie errori quali omissioni, sostituzioni, inversioni di lettera o sillaba, errori di separazione o fusione delle parole.

I vantaggi di una diagnosi precoce

Una diagnosi e un intervento precoce possono non solo ridurre l’espressività delle difficoltà scolastiche ma anche le implicazioni psicologiche dei disturbi legati all’apprendimento. Tutti gli alunni con Dsa vivono un’esperienza di inadeguatezza rispetto alle aspettative altrui e sono sottoposti spesso a un maggior carico di lavoro e quindi a frustrazioni e insuccessi. Nel concreto, questo si traduce in scarsa autostima, svogliatezza, manifestazioni psicosomatiche, disturbo d’ansia, disinvestimento nei confronti della scuola, abbandono scolastico. Ecco perché fa valutare i sintomi da uno specialista è importante per battere questo disagio sul tempo.

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