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Creme solari: schermo contro il melanoma?

24/06/2014

Uno studio sulla rivista Nature mostra che l’uso di creme solari non basta a schermare la pelle dagli effetti nocivi provocati dai raggi ultravioletti, contribuendo a chiarire anche in che modo questi facilitino la formazione di metastasi nelle persone che già sono colpite da un melanoma della pelle.

A seguito dei risultati ottenuti i ricercatori ribadiscono l’importanza di indossare cappelli, indumenti larghi ed evitare l’esposizione durante le ore più a calde.

Il commento del professor Marcello Monti, responsabile di Dermatologia in Humanitas e docente di Dermatologia all’Università di Milano.

Quali sono i rischi causati dalle protezioni solari?

«Le creme solari come mezzo di protezione dai danni Uv sono ormai criticate da gran parte dei dermatologi, infatti una crema o uno spray non possono coprire con uniformità la nostra pelle. Inoltre i filtri chimici in esse contenuti si esauriscono presto soprattutto se la radiazione Uv è intensa. Un altro punto negativo nell’applicazione delle creme solari è che fanno penetrare nella pelle i filtri chimici, sostanze che circolando nel sangue possono promuovere tumori o degradare ormoni. Insomma, le creme solari non sono proprio salutari e occorre prenderne coscienza. Del resto si sa che i tumori cutanei, melanoma compreso, sono in continuo aumento a discapito dell’impiego ormai diffuso delle creme solari. Per molti dermatologi la crema solare spinge a stare al sole di più, e a sottovalutare i rischi di tale comportamento, perché genera un falso senso di protezione, di immunità».

Che cosa fare allora per proteggere la propria pelle?

«Il ritorno alla buona pratica di coprirsi con indumenti e cappello e cercare più l’ombra che il sole è l’unica via attualmente percorribile se vogliamo invertire il tasso di crescita dei tumori cutanei. Del resto anche in Humanitas, durante lo Skin Cancer Day, la giornata dedicata alla prevenzione dei tumori cutanei, abbiamo cercato di far capire le problematiche delle creme solari, insistendo soprattutto sui bambini, i più vulnerabili ai raggi Uv. L’ultimo studio apparso su Nature non fa altro che confermare quanto già vediamo nella pratica quotidiana».

Quali sono le aree del corpo maggiormente soggette a rischi?

«Il volto e il dorso delle mani, aree che rimangono sempre esposte al sole. Aree che sono le più colpite dai tumori oltre che dagli inestetismi dell’invecchiamento solare. Per queste aree in Humanitas consigliamo di utilizzare dei riflettenti solari minerali naturali a base di argille. Con argille, indumenti e tanto buon senso si può godere della giornata di sole in piena tranquillità».

 

Commento a cura del professor Marcello Monti

responsabile di Dermatologia in Humanitas
e docente di Dermatologia all’Università di Milano.

 

A cura di Simona Camarda

 

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