Esami di laboratorio, la prima forma di prevenzione

Il 70% delle decisioni cliniche si basa su risultati che derivano da esami eseguiti in laboratorio. Un dato che deve farci riflettere ogni volta che rimandiamo le analisi che ci sono state consigliate dal nostro medico di famiglia o da uno specialista o che comunque sappiamo sarebbe utile eseguire con cadenza regolare.

«Il ritmo frenetico della vita, degli impegni familiari, del lavoro – sottolinea Claudia Filippi, responsabile del Laboratorio analisi di Humanitas Gavazzeni Bergamo – ci porta spesso a dimenticare che un semplice esame di laboratorio può aiutarci a capire se c’è qualcosa che non va, oltre a essere un ottimo monitoraggio dello stato della nostra salute».

La possibilità di intervenire in modo precoce

È importante sottoporsi con regolarità agli esami generici – soprattutto a quelli di sangue, urine e feci –, anche quando ci si sente in forma e non ci sono sintomi evidenti di una malattia. «L’esame di laboratorio è uno strumento fondamentale di prevenzione – prosegue la dottoressa Filippi –, che permette di individuare con immediatezza un’irregolarità del nostro organismo. Anche e soprattutto quando ci si sente in generale bene. Ci si sottopone alle visite specialistiche, in genere, quando si avvertono disturbi, quando cioè la malattia si è già più o meno sviluppata. Gli esami di laboratorio eseguiti con cadenza regolare, invece, possono anticipare il formarsi di patologie e permettere di intervenire in modo precoce con grandi vantaggi dal punto di vista della cura».

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Saper leggere bene i risultati

Una volta ottenuti i risultati degli esami di laboratorio, è importante saperli leggere bene. «I dati messi in risalto dalle analisi non devono essere presi in considerazione solo dal punto di vista numerico, perché non in tutti i casi un risultato che va oltre i limiti di accettabilità rivela la presenza di una patologia. Per questo il referto deve sempre essere sottoposto al medico di famiglia che, conoscendo bene lo stato di salute del suo paziente, è in grado di rassicurarlo nel caso in cui i risultati non rivelino l’esistenza di problemi. D’altro canto, lo stesso medico potrà invece indirizzare lo stesso paziente a ulteriori analisi specialistiche quando ritenga sia utile approfondire alcuni aspetti specifici».

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