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09 Dicembre 2003

Il sole, nemico della vitiligine

La vitiligine, che è stata spesso considerata un disturbo puramente estetico, crea invece forti disagi psicologici nelle persone che soffrono di questa malattia, a causa della presenza di chiazze

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La vitiligine, che è stata spesso considerata un disturbo puramente estetico, crea invece forti disagi psicologici nelle persone che soffrono di questa malattia, a causa della presenza di chiazze depigmentate su parti del corpo visibili, quali il volto e le mani. Ancora non esiste una terapia efficace per questa malattia, le soluzioni disponibili non sono in grado di produrre risultati soddisfacenti e duraturi. Ma alcuni consigli possono essere utili per attenuare il disagio. Ce ne parla il professor Marcello Monti, dermatologo di Humanitas.

E’ una malattia della pelle
La vitiligine – spiega il professor Monti – è una malattia cutanea che si manifesta con chiazze depigmentate o ipopigmentate. In tali chiazze, quindi, il pigmento cutaneo – la melanina – può essere del tutto assente (chiazze depigmentate) o presente in misura minore (chiazze ipopigmentate). Questo disturbo, che sembra prediligere il sesso femminile, colpisce circa il 4% della popolazione mondiale, può comparire già in età infantile e presenta un picco di incidenza nell’età giovanile-adulta,. Si manifesta soprattutto sul viso (in particolare intorno alla bocca e agli occhi), sulle mani, i piedi e l’area genitale
La diminuzione della pigmentazione cutanea è causata dalla distruzione dei melanociti, le cellule presenti nell’epidermide che producono la melanina. Si interrompe o diminuisce, quindi, la produzione di melanina, con conseguenze non solo estetiche, perché la melanina è il più importante fattore di protezione dal sole: la pelle che manca di questa naturale protezione è soggetta a scottature e deve essere sempre protetta con un adeguato filtro solare”.

Ci sono diverse cause
“Esistono diverse teorie a proposito delle cause della vitiligine – continua lo specialista – In un certo numero di casi (25-30%) questa malattia può essere una condizione familiare, poiché esiste una predisposizione genetica alla sua comparsa.
Secondo la teoria immunologica, invece, la causa risiede nella presenza di una sorta di auto-anticorpi, per cui il sistema immunitario reagisce contro i melanociti, disattivandoli.
La teoria neurologica sostiene poi che questo disturbo possa comparire in seguito a un forte stress fisico o psichico, magari in persone già predisposte: in condizioni di stress l’organismo produce le catecolamine, sostanze prodotte dal sistema nervoso periferico. Anche i melanociti sono cellule di origine nervosa, che hanno strette connessioni con le terminazioni nervose che producono le catecolamine: in questo processo, il melanocita può venire “intossicato” dalle catecolamine ed esserne danneggiato”.

I trattamenti disponibili
“I trattamenti disponibili per la cura della vitiligine – spiega il professor Monti – sono medici o chirurgici. La terapia medica si basa sulla teoria immunologica, cioè che siano i globuli bianchi del sangue a distruggere i melanociti: pertanto si somministra cortisone oppure, più modernamente, farmaci antirigetto di trapianto come il Tacrolimus. I risultati, tuttavia, sono scadenti.
Un altro approccio è quello del trattamento con fototerapia con raggi UVB. Si utilizzano lampade speciali con raggi UVB a banda stretta – che diminuiscono il rischio di invecchiamento cutaneo e limitano quello dell’insorgenza di tumori della pelle – dopo avere applicato sulla pelle delle sostanze fotosensibilizzanti. Anche questa terapia ha però risultati limitati, soprattutto se le chiazze di vitiligine sono di vecchia data e quindi difficili da ripigmentare, ed è molto dispendiosa , poiché sono necessarie sedute frequenti per un lungo periodo di tempo (almeno due anni).
Poi ci sono i trattamenti chirurgici. Si possono prelevare piccole isole di pelle dalla chiazza di vitiligine e innestarne altre provenienti da aree sane. Oppure si può prelevare della pelle sana dal paziente, coltivare in laboratorio i melanociti e poi “seminarli” nell’area colpita dalla vitiligine, dopo un trattamento opportuno. Questi interventi sono utili solo in casi selezionati”.

Che consigli possiamo dare a chi soffre di vitiligine?
“Il consiglio principale – esorta il professor Monti – è quello di non farsi prendere dal panico da vitiligine. Infatti questa malattia ha anche uno sfondo psicologico o psicosomatico e quindi, con lo stress, si rischia di far peggiorare la situazione.
Il secondo consiglio è di non fidarsi mai di chi promette risultati miracolosi con qualsiasi tecnica o farmaco: se esistessero rimedi validi per tutti questi sarebbero a disposizione di tutti.
Il terzo consiglio è quello di monitorare lo stato di salute in tutti quei casi in cui la vitiligine è legata a malattie autoimmuni.
Infine, l’ultimo consiglio è quello di imparare a mascherare le chiazze di vitiligine utilizzando gli autoabbronzanti cioè quei cosmetici che scuriscono la pelle anche senza esporsi al sole”.

A cura di Elena Villa

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