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Gioco d’azzardo, sempre più adolescenti a rischio

06/11/2018

Gli adolescenti sono sempre più spesso vittime del gioco d’azzardo. A rivelarlo è una analisi condotta su 3500 studenti milanesi dai 15 ai 19 anni frequentanti le scuole superiori del territorio comunale dal Consiglio Nazionale della Ricerca, dalla quale emerge che la metà degli intervistati ha giocato almeno una volta nella vita, nonostante questa attività sia proibita ai minori. Se un giovane su cinque afferma di non essere a conoscenza del divieto, quello che è ancora più preoccupante è che il 26% dei giovani intervistati che ha giocato almeno una volta nell’ultimo anno presenta un profilo di giocatore a rischio o è quantomeno un soggetto “problematico”.  Ne abbiamo parlato con il dottor Marco Nuara, pediatra di Humanitas.

 

Adolescenti e gioco d’azzardo: l’informazione è meglio del divieto

“L’età adolescenziale è problematica di per sé” – spiega Nuara, pediatra di Humanitas San Pio X – Se poi qualcosa viene vietato, a questa età diventa ancora più intrigante. Per arginare il problema è più opportuno puntare sull’informazione e l’educazione piuttosto che sui divieti”.

I dati, che emergono chiaramente dalla complessa analisi realizzata dal Comune di Milano con l’Istituto di Fisiologia Clinica del Consiglio Nazionale delle Ricerche, in partenariato con Cooperativa Lotta, Comunità Nuova, Comunità A77, la Banda degli Onesti Onlus, sono stati raccolti nei mesi di marzo, aprile e maggio 2018, nell’ambito dello studio conoscitivo “Milano No-Slot”. La ricerca è stata realizzata con lo scopo di acquisire un quadro conoscitivo sulle opinioni e le conoscenze possedute, sugli atteggiamenti e i comportamenti adottati dai giovani studenti, oggi ancor più spesso vittime delle possibilità di gioco d’azzardo che è possibile trovare online. Per oltre il 70 percento dei ragazzi i luoghi dove giocare sono a meno di 10 minuti da casa e per il 56% estremamente vicini alla scuola. Nonostante le tante iniziative messe a punto dal Comune di Milano, che con la passata amministrazione ha regolamentato il posizionamento delle sale da gioco in linea con la legge regionale del 2013, ora Palazzo Marino ha intenzione di mettere in campo nuovi provvedimenti.

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Per contrastare la dipendenza da videogiochi serve più educazione

L’altro fenomeno indagato dalla ricerca riguarda invece i comportamenti giovanili in relazione ai videogiochi. Il 12% degli studenti spende più di 50 euro al mese in giochi multimediali e passa più di 3 ore al giorno in queste attività durante la settimana. Nel fine settimana a passare almeno 3 ore al giorno davanti allo schermo è il 25% dei ragazzi, mentre 1 su 4 rischia la dipendenza da gioco compulsivo. L’aumento del fenomeno sembra causato in parte dell’ignoranza delle norme e in parte dalla facilità e velocità di accesso al gioco.

“Non è più necessario andare in luoghi fisici per giocare d’azzardo, molto più comodo e meno rischioso farlo dietro lo schermo di uno smartphone o di un pc” – ha spiegato Nuara -. Tutti i ragazzi adolescenti hanno accesso a questi strumenti. Provare a limitare con divieti il fenomeno nei ragazzi, non risolverebbe comunque il problema del gioco. Al massimo lo posticiperebbe all’età adulta. Per questo è importante educare i nostri ragazzi alla gestione del denaro già da piccoli, in famiglia, affinché ne capiscano il valore e imparino a spenderlo con criterio e parsimonia. Io credo che solo così si possa prevenire il gioco d’azzardo e non solo.”

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