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Epicondilite: una patologia temuta da chi scrive al computer

30/11/2019

L’epicondilalgia omerale, detta epicondilite o gergalmente gomito del tennista, è una tendinopatia, ovvero un processo degenerativo dei tendini estensori del polso. Questo succede perché i tendini, ovvero le fibre che fissano i muscoli alle ossa, si infiammano a causa di microtraumi ripetuti, perdono elasticità limitando il movimento e/o causando dolore durante l’uso di polso e gomito.

Trattandosi di un disagio che può diventare cronico, l’epicondilite va presa per tempo se non si vuole essere costretti a interrompere le attività che l’hanno provocata.

Ma quali sono queste attività? Ed è vero che, come suggerirebbe il nome, questo problema interesserebbe principalmente i tennisti e gli sportivi in generale? Ne abbiamo parlato con il dottor Mario Borroni, ortopedico e traumatologo di Humanitas.

 

Una patologia temuta da chi scrive al computer

Ogni anno l’epicondilite affligge dall’1 al 3% della popolazione italiana. Questo perché la sua principale causa è lo scorretto uso dell’articolazione, condizione che si verifica facilmente negli individui che mantengono il gomito per lungo tempo in una posizione forzata, come nel caso di pianisti, barbieri e parrucchieri, meccanici, camerieri, ma anche coloro che lavorano sulla tastiera del computer. 

L’epicondilite è quindi una malattia molto comune che non riguarda solo i tennisti, ma persone tra i 25 e i 60 anni il cui stile di vita può condurre a microtraumi ripetuti all’articolazione, sovraccarico infiammatorio da flessioni e rotazioni errate del braccio e del polso.

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Un disagio da non prendere alla leggera

Si potrebbe pensare che l’epicondilite sia un disagio di poco conto: non c’è niente di più sbagliato. Se trascurata e non trattata questa tendinite può condurre a dolore importante che può portare a una vera e propria impotenza funzionale e quindi all’impedimento nell’utilizzo di gomito e polso.

Ma come accorgersi di essere affetti da epicondilite? Innanzitutto con la palpazione dell’epicondilo: il dolore in seguito a questo test è un sintomo incontrovertibile del problema.

In seguito alla diagnosi, lo specialista valuterà come procedere. In genere il trattamento è di tipo conservativo: mira cioè a evitare interventi chirurgici e tecniche di intervento meccanico, in favore di cicli di riposo, infiltrazioni e fisioterapia per ristabilire il corretto funzionamento dell’articolazione senza ricorrere a strumenti invasivi.

 

Quali sono le novità nel trattamento di questa patologia?

La terapia principale è l’astensione dalle attività che vanno a sovraccaricare questi tendini (cioè evitare sforzi con polso iperesteso), esercizi di stretching per permettere ai tendini di riacquistare la normale elasticità e terapie con onde d’urto focali per indurre un miglioramento della microvascolarizzazione locale.

La diagnosi avviene generalmente con un accurato esame clinico da parte di uno specialista ortopedico: molto utile è l’esecuzione di una radiografia e di un’ecografia del gomito, soprattutto con l’obiettivo di escludere altre patologie.

 

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