Apparato respiratorio

Sai cosa fare quando prendi il raffreddore?

16/11/2018

Si tratta di una delle infezioni virali più diffuse al mondo e ogni anno, con l’arrivo della stagione fredda, coglie di sorpresa il sistema immunitario di milioni di persone. Per curarlo c’è poco da fare, se non aspettare che faccia il suo decorso. Il raffreddore non è infatti una malattia pericolosa, a meno che non si presenti in presenza di altre patologie. Ne abbiamo parlato con il dottor Giovanni Colombo, otorinolaringoiatra di Humanitas.

 

Come si prende il raffreddore?

Il rhinovirus si diffonde attraverso un contagio che di solito avviene stando a stretto contatto con una persona raffreddata. Le minuscole gocce d’acqua che si trovano nell’aria infatti sono sufficienti a scatenare l’infiammazione che segue nel corpo in seguito alla propagazione del virus. Molti virus del raffreddore inoltre resistono fino a 18 ore fuori da un organismo, quindi un ambiente può restare infetto per lungo tempo, mentre in media una persona raffreddata è più contagiosa nei primi tre giorni in cui sviluppa la sintomatologia.

 

Come si facilita la guarigione?

Quando si parla di raffreddore è bene cercare di capire come facilitare la guarigione più che di vera e propria cura. Trattandosi di un virus e non di un batterio infatti gli antibiotici non hanno alcun effetto, mentre i comuni antinfiammatori, come dice lo stesso nome di questa categoria di farmaci, non possono fare altro che alleviare i sintomi dell’infiammazione. L’unica strategia sensata possibile è quindi quella di aspettare.

Ciò però non significa che dovremmo continuare a fare quello che facciamo sempre. Uscire, frequentando magari ambienti affollati, non aiuta il sistema immunitario a combattere il virus che, d’altro canto, circola più facilmente contagiando nuovi soggetti sani.

Il riposo e l’isolamento sono invece il miglior modo per aiutare il corpo a guarire, evitando che il virus mieta altre “vittime”. Chi è raffreddato dovrebbe quindi lavorare da casa, evitare i luoghi affollati come i mezzi pubblici, tossire e starnutire portando alla bocca la parte interna dell’articolazione del gomito e non le mani. Chi non è raffreddato invece dovrebbe lavarsi spesso le mani, evitare di toccarsi di continuo la faccia e areare spesso i locali in cui si trova.

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Da piccoli il sistema immunitario non ha ancora “memoria” di molte infezioni, quindi non sempre reagisce con prontezza, soprattutto nel caso di infezioni di tipo virale. Per questo motivo i bambini si ammalano più spesso. Inoltre, frequentando ambienti comunitari come asili e scuole è più facile trasmettersi il rhinovirus solo, banalmente, giocando.

 

E la prevenzione?

Secondo le evidenze scientifiche odierne, probiotici, vitamine e integratori per “potenziare le difese immunitarie” in arrivo della stagione fredda non portano a particolari benefici per non raffreddarsi. Quello che invece resta valido è che un organismo in salute, con un apparato gastrointestinale non infiammato e non sottoposto allo stress ha meno probabilità di ammalarsi.

Nei bambini l’igiene delle mani e la pulizia dei giocattoli può prevenire alcune infezioni.

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