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Oculistica

Cornea e retina, ecco tutti gli esami che dicono se sono in salute

18/09/2019

Analisi degli strati della cornea e monitoraggio della retina: questo è in grado di garantire con un elevatissimo coefficiente di affidabilità la Tomografia a Coerenza Ottica (OCT), un esame diagnostico non invasivo, basato sulla luce laser, che permette di visualizzare le immagini di queste strutture dell’occhio. Ed è un esame che il Centro Oculistico Humanitas Medical Care Domodossola offre la possibilità di effettuare in tempi rapidi e in modo semplice e veloce grazie a un apparecchio di ultimissima generazione, l’OCT Zeiss Cirrus 5000. Abbiamo parlato di questo esame con il dottor Fabrizio Camesasca, oculista in Humanitas Medical Care e dell’Eye Center di Humanitas Research Hospital, a Rozzano.

 

A cosa serve l’OCT

«Grazie alla sua elevata affidabilità, sensibilità e altissima precisione, l’OCT è diventato uno strumento indispensabile nella pratica clinica per ottenere scansioni corneali e retiniche molto precise, utili per analizzare nel dettaglio (forma, spessore e stato) gli strati della cornea –spiega Camesasca–, ma anche per la diagnosi e il monitoraggio nel tempo di molteplici malattie retiniche, soprattutto di quelle che coinvolgono la macula, la regione centrale della retina che consente la visione fine, come la lettura e il riconoscimento dei volti, e per studiare il nervo ottico, quel “cavo elettrico” che porta le immagini dall’occhio al cervello».

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Le patologie

Questa metodica di imaging consente la diagnosi e il follow-up di numerose patologie corneali e retiniche come ad esempio la degenerazione maculare senile , la retinopatia diabetica ed il glaucoma. È inoltre particolarmente utile nei casi di edema maculare di varia origine. L’OCT è un esame indispensabile nella diagnosi preoperatoria e nella fase postoperatoria della gran parte delle patologie oculari che necessitano di un intervento chirurgico. È, infine, un esame fondamentale nella diagnosi precoce di alcune patologie: nei pazienti affetti da glaucoma, ad esempio, l’OCT è in grado di misurare lo spessore delle fibre nervose che circondano il nervo ottico. Trattandosi di un esame digitalizzato consente di mettere a confronto gli esami eseguiti nel tempo dal paziente, fornendo delle mappe differenziali.

 

Personalizzazione della cura

L’OCT, esame ad alto contenuto tecnologico, non esclude, anzi richiede più che mai la collaborazione fra i professionisti dell’occhio. «La stretta collaborazione tra tecnico ortottista e medico oculista consente, infatti, lo studio dettagliato del quadro clinico del paziente e la visione e valutazione in tempo reale delle immagini acquisite con l’OCT –conclude Camesasca–; immagini utili all’oculista per una precisa diagnosi della patologia in atto. Inoltre, permette di seguire i propri pazienti in modo personalizzato, con il vantaggio di poter effettuare nella medesima mattinata tutte le visite necessarie e di rilasciare subito il referto e rispondere a eventuali domande e dubbi».

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