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Intestino e digestione

Malattia di Crohn e colite ulcerosa: gli anticorpi aumentano la qualità delle cure

14/06/2019

Anticorpi battono malattia di Crohn: il risultato della sfida è stato ufficializzato in occasione di un Congresso dell’Organizzazione Europea della malattia di Crohn e della Colite. Una battaglia vinta grazie allo sviluppo di nuovi farmaci in grado di spegnere l’infiammazione e di curare le malattie croniche dell’intestino con mezzi sempre più appropriati che, nei casi più gravi, sono gli anticorpi. Ne abbiamo parlato con il dottor Silvio Danese, gastroenterologo di Humanitas.

 

Spegnere l’infiammazione

Le malattie infiammatorie croniche intestinali sono patologie a carico dell’apparato digerente fra cui le principali sono la malattia di Crohn e la rettocolite ulcerosa. Il primo è caratterizzato da un’infiammazione cronica dell’intestino che può colpire tutto il tratto gastrointestinale; la seconda colpisce in modo specifico il colon. Si calcola che in Italia ne soffrano circa 250 mila persone, in gran parte giovani tra i 20 e i 40 anni; i sintomi più frequenti sono diarrea, spesso accompagnata da sangue, dolore addominale e dimagrimento, sintomi le cui cause non sono ancora note o soltanto ipotizzate, come la predisposizione genetica su cui agiscono fattori ambientali scatenanti. Se l’obiettivo delle cure è l’eliminazione dell’infiammazione, il modo con cui farlo dipende innanzitutto dall’età di insorgenza delle malattie e dal loro grado di evoluzione. Se la malattia si manifesta durante l’adolescenza è necessario scegliere terapie a lungo termine, se in età avanzata la scelta deve tenere conto di altre patologie concomitanti.

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Farmaci, chirurgia o anticorpi per guarire

La terapia farmacologica è fondamentale nel trattamento della colite ulcerosa e della malattia di Crohn. In generale, i farmaci servono a ridurre l’infiammazione nelle porzioni di intestino colpite contribuendo ad alleviare i sintomi. Per entrambi la terapia dipende dall’estensione del tratto di intestino crasso interessato e dalla gravità dell’infiammazione. Se si deve controllare in particolare l’infiammazione o prevenire la ricorrenza dei sintomi è frequente il ricorso a farmaci immunosoppressori; se invece le terapie non risultano efficaci o insorgono complicanze può rendersi necessario un intervento chirurgico. Oggi, però, oltre ai farmaci tradizionali, si può controllare la malattia nei casi refrattari con gli anticorpi, i cui effetti sono rapidi e duraturi nel tempo. Questo significa che anche se Crohn e le altre malattie non sono debellate per sempre la mucosa è guarita. In più gli anticorpi, in virtù del loro numero, offrono più soluzioni: se uno non dovesse dimostrarsi adeguato, per trovare l’alternativa non ci sarebbe problema di scelta.

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