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Cure e farmaci

I farmaci biologici come cura per le malattie croniche dell’intestino

30/04/2019

Quando i trattamenti convenzionali non si rivelano efficaci, i farmaci biologici sono utili per trattare le malattie croniche dell’intestino. Lo ha spiegato il professor Silvio Danese, responsabile del Centro per le Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali, che ha spiegato il funzionamento di questi nuovi medicinali e quello degli anticorpi monoclonali nel trattamento delle malattie infiammatorie croniche intestinali, sottolineando l’importanza di impostare il prima possibile una giusta terapia, adeguata all’età e alle condizioni dei pazienti, nella cura di questo tipo di patologie.

 

Le nuove strategie terapeutiche con i “medicinali intelligenti”

«Se patologie come la malattia di Crohn o la colite ulcerosa si manifestano già durante l’adolescenza bisogna prevedere una strategia a lungo termine. Se invece se la malattia esordisce intorno ai sessant’anni, nella scelta dei farmaci occorre tenere conto delle altre patologie», ha spiegato lo specialista, affermando che per fortuna l’arsenale delle armi a disposizione dei clinici nella lotta ai disturbi cronici dell’intestino sta crescendo a vista d’occhio, soprattutto nella direzione dei farmaci biologici. Si tratta di “medicinali intelligenti” che bloccano l’infiammazione agendo alla radice dei meccanismi che la provocano e che possono essere prescritti al 30-40 per cento dei pazienti con malattia di Crohn e a circa il 20 per cento dei casi di colite ulcerosa.

Pur essendo piuttosto costosi, questi strumenti terapeutici hanno mostrato una diminuzione dei costi dovuti ad altre terapie, come quelle che si servono della chirurgia e quelle per i ricoveri.

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“Farmaci ormai indispensabili” contro le malattie croniche intestinali

«I farmaci biologici ormai sono indispensabili nei casi refrattari ai trattamenti convenzionali – sottolinea il Prof. Danese, presidente del congresso ECCO e responsabile del Centro per le Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali dell’ospedale -. Le novità positive sono tante: per esempio un nuovo anticorpo monoclonale contro le integrine, vedolizumab, o, ancora, la possibilità di ampliare l’uso di alcuni farmaci come nel caso di ustekinumab, che viene dato per il Crohn ma che i dati mostrano molto efficace anche nella colite ulcerosa, dove non solo elimina i sintomi ma addirittura porta alla guarigione delle mucose». La malattia non guarisce del tutto, ma il tessuto dell’intestino torna normale, riportando alla normalità anche la vita dei pazienti affetti da colite ulcerosa moderata o grave, di persone che faticano a organizzare la vita quotidiana e per le quali un minimo spostamento può diventare problematico».

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