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Epatologia

Il cervello dei bevitori invecchia prima?

22/03/2018

Molto si è detto e scritto sul controverso rapporto fra consumo di alcol e salute. In tanti aderiscono alla teoria secondo cui un bicchiere di vino al giorno non solo non è da evitare, ma apporta anche significativi benefici per la salute. Una nuova ricerca però suggerisce l’ipotesi secondo cui anche il consumo moderato di alcolici potrebbe avere un impatto negativo sul nostro cervello. Ne parliamo con il dottor Roberto Ceriani, responsabile della sezione Day Hospital epatologico ed Epatologia interventistica.

 

I dati pubblicati sul British Medical Journal

Lo studio portato avanti all’interno di un più ampio approfondimento sul tema dell’invecchiamento, ha esaminato il consumo di alcolici di una serie di persone nell’arco di 30 anni di vita, calcolando la media di consumi settimanali. Sono state prese in esame la struttura del cervello e la capacità di pensiero dei partecipanti, che sono stati sottoposti a una serie di scansioni e test di memoria.

Un maggior consumo di alcol è stato associato direttamente alla difficoltà a trovare le parole (afasia) ma soprattutto a un maggior rischio di “contrazione” del cervello, un fenomeno associato al morbo di Alzheimer.

Secondo James Leverenz, medico della Cleveland Clinic, gli scompensi chimici che l’alcol produce sul corpo potrebbero avere un impatto sulla funzione cerebrale. Ancora non è chiaro in che misura consumare moderatamente bevande alcoliche faccia bene o male al corpo: quello che è chiaro che è bere smodatamente può avere comprovati effetti negativi. La componente “sociale” dell’alcol e le giuste quantità

Ciò che fa bene al cuore generalmente fa bene anche al cervello. La componente socializzante e aggregante dell’alcol, a patto che se ne faccia un consumo moderato, non è in discussione. Tuttavia resta da chiarire in che modo l’alcol consumato a piccole dosi possa impattare positivamente sulla salute delle persone.

“Da evidenze epidemiologiche, il limite suggerito come sicuro di assunzione di alcol è stato definito di 21 unità settimanali negli uomini e di 14 unità nelle donne che non hanno altre malattie croniche di fegato – ha spiegato lo specialista, specificando che un’unità in Europa è definita come equivalente di 9.8 g di etanolo, cioè un bicchiere di vino, una lattina di birra o un piccolo superalcolico -. Alcuni suggeriscono una soglia più basse per le donne di circa 7 unità settimanali”. Un rischio più elevato di danno epatico può essere associato però al patrimonio razziale ed etnico dell’individuo. I tassi di cirrosi alcolica sono più alti nei maschi afroamericani e ispanici rispetto ai maschi caucasici e i tassi di mortalità sono più alti nei maschi ispanici. Queste differenze però non sembrano essere correlate alle differenze nelle quantità di alcol consumate.

Rischi e conseguenze dell’abuso

L’alcol è una delle sostanze più comunemente abusate. Il consumo cronico di etanolo è causa di numerose malattie croniche e condizioni a livello globale. Il meccanismo che determina il danno epatico è stato ampiamente studiato, mentre, esistono meno studi che hanno esaminato i meccanismi determinanti danno ad altri organi come il cuore e il sistema nervoso centrale. Per quest’ultimo è ben documentato che il forte consumo di alcool provoca una serie di patologie degenerative.

“Sono diverse le modalità di consumo che determinano il grado di malattia cerebrale dovuto all’alcool – ha proseguito il dottor Ceriani – la frequenza con la quale una persona beve, la quantità, la durata del consumo, la storia familiare, l’esposizione prenatale all’alcol, lo sfondo genetico e lo stato di salute generale del bevitore. La “riduzione”, il “restringimento” del cervello è in ogni caso un segno comune del danno cerebrale da alcool. Il consumo di alcol provoca danni alla memoria e diminuisce le capacità di apprendimento”.

La sindrome di Korsakoff (KS) è una complicazione neurologica che insorge negli alcolisti cronici

In questa sindrome, il paziente ha perdita di memoria, non ricorda l’attività quotidiana poco dopo il suo verificarsi, per cui è bloccato nelle sua vecchie memorie è dovuta ad una carenza di Tiamina (Vitamina B1). L’abuso di alcool determina mancanza di Tiamina poiché incide sulla ripartizione della vitamina nell’organismo, in qs pazienti la maggior parte di tiamina non viene assorbita.

L’alto consumo di alcol e la carenza  di tiamina possono causare danni cerebrali, che determinano amnesia, senza influenzare la memoria a lungo termine, l’ intelligenza, e i ricordi formatisi prima dello sviluppo della malattia.

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L’alcol danneggia oltre il cervello anche il cervelletto, determinando perdita di coordinazione muscolare con andatura barcollante e perdita di equilibrio ed il sistema nervoso periferico determinando una neuropatia con intorpidimento e debolezza nelle mani e nei piedi.

Inoltre, esistono prove evidenti a sostegno del fatto che l’esposizione all’alcol, durante gli stadi dello sviluppo mentale intrauterino, provoca un devastante danno neuronale selettivo con conseguenti deficit profondi del sistema nervoso centrale (SNC). “La consistenza di questo disturbo – ha spiegato lo specialista – è compromessa dalla durata e dalla frequenza di esposizione all’etanolo durante la vita gestazionale. Vi è una forte evidenza che durante lo sviluppo prenatale l’esposizione all’alcol ha conseguenze negative, tuttavia, le cause della neurodegenerazione indotta da etanolo sono scarsamente comprese”. L’alcol è inoltre stato collegato all’iper-infiammazione e alla morte delle cellule neuronale. L’abuso cronico influisce sull’integrità della barriera emato-encefalica, aumentando l’afflusso di mediatori e leucociti proinfiammatori nel cervello.

Sono stati dimostrati anche modelli di crescita anormali in giovani che hanno iniziato e che continuano a bere molto, mentre è irrisolta la questione sui livelli di consumo moderato di alcool se possono o meno interferire con un normale sviluppo cerebrale: bere durante l’adolescenza interrompe il normale sviluppo cerebrale e provoca perdita di sostanza grigia, crescita ridotta di sostanza bianca o entrambi. L’influenza dell’alcol sullo sviluppo strutturale cerebrale è infatti significativa per le regioni frontali che sono tra le ultime a maturare.

Non da ultimo è importante sottolineare che il danno cerebrale da alcol ha un impatto sociale grave poiché questi soggetti hanno disturbi associati allo sviluppo della maturità, difficoltà a risolvere problemi, a prendere decisioni, ad avere giudizi critici, ad avere comportamenti sociali adeguati, ad inibire comportamenti inappropriati.

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