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Dermatologia

Pelle, sai che è importante tenerla monitorata per prevenire i tumori?

10/03/2019

Lesioni, nei o altri punti critici in cui la nostra cute si arrossa o gonfia sono segnali attraverso cui la nostra pelle comunica noi. Spesso per darci informazioni fondamentali a prevenire patologie di diverso tipo, anche i tumori. Ecco perché molto importante tenere sempre sotto osservazione l’intera superficie della propria cute. Non si tratta di un’operazione facile: in termini di prevenzione, oggi la tecnologia, può fare molto. Come? Attraverso uno strumento digitale chiamato videodermatoscopio è possibile monitorare la pelle in modo semplice, rapido e sicuro e prevenire la loro degenerazione in melanoma, il tumore maligno più aggressivo della pelle. Ne parla la dottoressa Rosa Maria Strangi, dermatologa e venerologa in Humanitas Medical Care Busto Arsizio, Lainate e Arese e presso Humanitas Mater Domini di Castellanza, in provincia di Varese.

 

 

La tecnologia amica della pelle

La diagnosi dermatologica può avvenire attraverso due tecniche che sfruttano la tecnologia: la dermatoscopia e la videodermatoscopia.

La dermatoscopia (o epiluminescenza) è una tecnica non invasiva molto importante per la diagnosi precoce dei tumori cutanei, perché permette di valutare la disposizione del pigmento all’interno dell’epidermide e del derma. Per effettuarla serve un dermatoscopio, ossia una lente che ingrandisce fino a cento volte la lesione cutanea. Questa viene illuminata da una luce polarizzata, che permette l’osservazione delle caratteristiche morfologiche e strutturali della stessa, altrimenti non apprezzabili a occhio nudo. Oltre ai nei e alle forme pre-tumorali e tumorali, con il dermatoscopio vengono viste anche le lesioni non tumorali assolutamente benigne. Questa tecnica consente, quindi, di identificare i nei a rischio, in modo che possano essere asportati prima che si trasformino in melanomi.

La videodermatoscopia è invece l’evoluzione della dermatoscopia. Attraverso un sistema wireless, essa ci permette di trasferire i fotogrammi e le immagini digitali ad altissima risoluzione, acquisiti con il videodermatoscopio, sia in macro facendo una panoramica delle varie aree del corpo, sia di una zona ristretta dove si hanno, per esempio, cinque-sei nei, che vengono marcati con delle frecce. Tutto quello che viene fotografato è quindi archiviato in modo che, a ogni controllo, si possano confrontare le nuove immagini con quelle di riferimento. La videodermatoscopia può essere utilizzata anche nella tricoscopia, cioè nell’analisi del capello, per diagnosticare delle particolari patologie del cuoio capelluto oppure delle forme di alopecia areata o delle carenze particolari.

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Oltre al melanoma, un tumore maligno che può insorgere su cute integra e che può generare metastasi, esistono altre forme tumorali cutanee che hanno un’incidenza del 90%. Si tratta dei carcinomi basocellulari e di quelli spinocellulari.

Questi due tipi di tumore cutaneo difficilmente determinano metastasi: il carcinoma basocellulare che è stato asportato chirurgicamente potrebbe avere delle recidive a distanza di tempo, mentre lo spinocellulare, che è più invasivo, potrebbe andare a colpire la parte del sistema linfonodale. Per questo motivo, quando esso viene asportato, occorre fare un’ecografia dei linfonodi più vicini alla lesione.

Avere una pelle particolarmente chiara, occhi azzurri, capelli rossi o biondi in generale aumenta la percentuale di rischio di ammalarsi dei tumori della pelle. E’ importante partire dalla mappatura dei nei, che dovranno essere monitorati regolarmente oltre i 50 anni. Tutte le forme tumorali si sviluppano nelle zone in cui c’è stata un’ustione, anche se in passato. Una particolare attenzione dovrà essere infine riposta da coloro che già hanno sviluppato un nevo displastico, cioè con delle cellule atipiche, poiché vi è la possibilità di  svilupparne degli altri. Per il resto basterà seguire alcune semplici regole comportamentali.

Ecco i consigli della dottoressa Strangi:

– non esporsi al sole dalle 11 alle 15, soprattutto nel periodo estivo;
– proteggersi con creme solari con fattore 30 o 50 (meglio 50) indipendentemente dal tipo di pelle;
– ripararsi con i vestiti, gli occhiali da sole e il cappello;
– fare una visita dermatologica dai 18 anni di età, una volta l’anno, tempistica che si accorcia a 4-6 mesi, per cinque anni consecutivi, per coloro che hanno subito l’asportazione di un melanoma;
– considerare la regola del cosiddetto ABCDE del neo: A sta per asimmetria, B per bordi irregolari, C percolore (o un colore disomogeneo o la presenza di più colori all’interno dello stesso neo, oppure la modifica del colore verso una colorazione più scura), D per dimensioni (vengono considerati più a rischio i nei che superano i 6 millimetri; se si verifica un aumento delle dimensioni in breve tempo, ossia se il neo aumenta di circa 3-4 millimetri nell’arco di due mesi), E per evoluzione della lesione, per esempio, da piatta diventa rilevata; E anche per età (sotto i 15 anni i tumori cutanei sono rarissimi).

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