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Alimentazione

Influenza, la cipolla è un falso mito?

19/03/2018

Frutta e verdura consumate regolarmente aiutano l’organismo a funzionare al meglio. Ricchi di acqua, fibre, vitamine e minerali, questi alimenti sono senza eccezione alleati preziosi della nostra salute ed è importante che siano inclusi in una dieta sana, bilanciata. Vale allora la pena chiedersi se alcuni alimenti, come per esempio la cipolla, possano avere particolari proprietà terapeutiche. Ne parliamo con la dott.ssa Manuela Pastore, dietista clinico della Direzione Sanitaria dell’Istituto Clinico Humanitas.

 

La cipolla, dalla cucina alla farmacia “fai da te

Le leggende sulle proprietà medicamentose di aglio e cipolla bianca e rossa a cui si associano anche scalogno e porro, si tramandano dall’epoca degli antichi Egizi. Consumata come un “rimedio” antinfluenzale naturale, questo ortaggio appartenente alla famiglia delle liliacee è un concentrato di sali minerali potassio, fosforo, sodio, calcio, ferro, magnesio, cromo, iodio, zolfo, fluoro, rame, zinco, selenio e manganese e vitamine B1, B2, B3, B5, B6, vitamina C, K e J. Completano il suo curriculum alimentare beta-carotene, luteina, zeaxantina e quercitina, flavonoidi con azione antiossidante in particolare nella variante rossa e nello scalogno, allicina ad azione antibatterica e glaucochinina che essendo ricca di cromo contribuisce al buon funzionamento dell’insulina.

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Un’alleata della pelle e del cuore

La cipolla è da sempre stata celebrata come arma contro l’influenza per la sua capacità di stimolare il corpo a reagire alle aggressioni esterne di virus e batteri: ma in tutto questo c’è qualcosa di vero? Questo prodotto dell’orto, dall’odore acre e dal sapore vivace, è amico di pelle e cuore ma la sua blanda attività antibatterica non fa di certo della cipolla l’antibiotico naturale. Tuttavia, se usato come qualsiasi altro rimedio naturale, il suo succo può far bene a chi ha necessità di tenere il sangue più fluido e ha tendenza a sviluppare trombosi.. Le sue proprietà depurative non esulano il fatto che questo alimento, se consumato crudo, in alcuni casi può essere mal digerito. Cotta, la cipolla ha minori proprietà nutritive ma può essere consumata sicuramente senza paura anche dagli stomaci più sensibili.

 

Fra leggenda e senso comune

La forte reazione fisica che le cipolle sono in grado di provocare se entrano in contatto con gli occhi ha senz’altro favorito la diffusione di credenze che di scientifico hanno ben poco e che molto hanno a che fare invece con il folklore. É evidentemente leggenda (almeno quanto il fatto che l’aglio scacci i vampiri) la credenza secondo cui la cipolla sarebbe in grado di “assorbire” microbi dall’aria. Va da sé che è perfettamente inutile quindi spargerla per casa. La stessa cosa vale per l’assurda convinzione che una cipolla, una volta affettata, vada consumata rapidamente per evitare che diventi una calamita per germi e batteri. Secondo le più semplici norme igieniche, le cipolle possono essere consumate secondo le tempistiche di qualsiasi altro ortaggio, conservandole in frigorifero se non vengono consumate interamente.

 

Nessuno studio avvalora la tesi degli antichi

La cipolla non può sostituirsi a nessun farmaco consigliato da un medico per curare i numerosi e variabili sintomi dell’influenza. La sua reputazione non è dunque giustificata da nessuna evidenza medica o studio scientifico. Quando mangiamo cipolle crude, sempre se bel tollerate, possiamo al massimo ottenere l’effetto topico di ostacolare la proliferazione di batteri del sistema digerente, ma questo non si traduce con nessuna azione che possa essere considerata mirata a combattere sindromi influenzali, virali o batteriche.

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