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Intestino e digestione

Infiammazione intestinale e rischio fratture, perché sono collegate?

12/12/2017

Tra tutte le malattie infiammatorie croniche intestinali, come colite ulcerosa e malattia di Crohn, è soprattutto quest’ultima ad aumentare il rischio di fratture nelle donne che ne soffrono. A causa dell’infiammazione intestinale e delle terapie con farmaci antinfiammatori corticosteroidi – spiega il professor Silvio Danese, gastroenterologo e responsabile del Centro Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali di Humanitas e docente di Humanitas University – si può determinare una riduzione della densità minerale ossea. Da una parte l’infiammazione pregiudica l’assorbimento di calcio e vitamina D, importanti per la salute delle ossa, dall’altra i farmaci antinfiammatori corticosteroidi interferiscono con l’assorbimento del calcio, ne aumentano l’eliminazione con le urine e riducono anche il livello degli ormoni estrogeni che contribuiscono alla formazione del tessuto osseo. Assumere alimenti che contengono o sono fortificati con calcio e vitamina D con cadenza settimanale o mensile aiuta a mantenere un effetto positivo sulle ossa: cavolo nero, cavolo, broccoli, salmone, gamberetti e latticini, insieme a regolare attività fisica e, se necessario, aiutandosi con la supplementazione, aiutano ad assicurarsi un adeguato introito di calcio e di vitamina D. Infine, esporsi al sole, evitare il fumo di sigaretta e, se si deve assumere terapia cortisonica prolungata, sono indicati farmaci bisfosfonati per prevenire la perdita di massa ossea.

 

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