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Dieta Sirt, alimentarsi per attivare i “geni della magrezza”?

14/09/2016

Sette libbre in sette giorni. Ovvero poco più di 3 kg in una settimana. È la perdita di peso prevista dalla dieta Sirt, l’ultimo regime alimentare di tendenza ad essersi guadagnato l’interesse dei media. Complice il vistoso dimagrimento della cantante inglese Adele, probabilmente, come riportano alcune testate giornalistiche, dovuto a questa dieta.

Ma di cosa si tratta? La dieta Sirt è detta anche la dieta del gene magro perché prevede il consumo di alimenti che attivano i “geni della magrezza”. Sono i cibi Sirt, come ad esempio fragole, cioccolato, vino rosso, cioccolato fondente (almeno 85% cacao), noci, tè verde, curcuma, cavolo riccio, ricchi di particolari nutrienti di origine vegetale che attivano le sirtuine, da cui il nome “Sirt Diet”. Sono delle proteine che si pensa proteggano le cellule in condizioni di stress preservandone la longevità. Inoltre si ritiene che queste proteine aiutino l’organismo a bruciare grassi e a rinforzare il metabolismo.

La dieta Sirt si articola in due fasi

La dieta è stata ideata da due nutrizionisti, Aidan Goggins e Glen Matten, e prevede un approccio a due fasi. La prima dura una settimana e richiede una restrizione calorica a 1000 kcal per i primi tre giorni. Il menù consiste in tre succhi verdi Sirt (con sedano, cavolo, rucola, prezzemolo, tè verde) e un pasto solido, sempre con cibi Sirt (ad esempio scaloppine di tacchino con salvia, uova strapazzate, petto di pollo al forno con pesto di noci e prezzemolo e insalata di cipolle rosse).

(Per approfondire leggi qui: Dieta fast: possibile perdere peso? Meglio seguire alimentazione sana)

Per completare la settimana, dal quarto al settimo giorno le calorie aumentano a 1500 con due succhi verdi e due pasti solidi, sempre con cibi Sirt. In questa settimana si dovrebbero perdere poco più di 3 kg (7 libbre in 7 giorni, si legge sulla copertina del libro dei padri della Sirt Diet) ma la perdita di peso più consistente è attesa nella seconda fase. Questa è la fase del mantenimento che dura 14 giorni: bisogna consumare tre pasti al giorno bilanciati e ricchi di alimenti Sirt e un succo verde Sirt.

«È una dieta che lascia perplessi. Non esistono veri dati clinici a sostegno. Sembra l’ennesima dieta di moda più che un serio protocollo alimentare per perdere peso», dice la professoressa Daniela Lucini, responsabile della Sezione di Medicina dell’Esercizio dell’ospedale Humanitas. «L’impressione – aggiunge – è che dopo le due fasi di cui si compone questa dieta ci sia il rischio di riprendere peso».

(Per approfondire leggi qui: Dieta mediterranea, grassi “buoni” amici di linea e salute)

Quando si parla di diete “il coniglio dal cilindro” non esiste

«Nessuno ha a disposizione la bacchetta magica. Seguire una dieta, tagliata su misura per ogni persona, richiede un vero impegno, significa mangiare meno e bruciare di più. Per questo bisogna guardare alle quantità dei pasti e alla qualità dei nutrienti che si introducono; bisogna garantirsi una buona idratazione e fare movimento, per eliminare tessuto adiposo e magari metter su massa muscolare. Non serve solo restringere le calorie introdotte con il cibo – conclude la specialista – per poi compensare ingerendo dei “beveroni” che non possono essere certo assunti per sempre».

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