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Chi si muove in auto pesa 4 kg in più di chi va in bici

16/08/2016

Più magri in bici e meno in auto? Sembrerebbe così, stando ai risultati di un recente studio europeo: chi usa abitualmente la bici pesa in media 4 kg in meno di chi invece si muove in auto. Lo studio è stato realizzato da esperti provenienti anche dall’Imperial College London (Regno Unito) e dall’Organizzazione mondiale della Sanità.

La ricerca è stata realizzata nell’ambito del progetto PASTA (EU-funded Physical Activity through Sustainable Transport Approaches), ancora in corso, che ha al centro della sua analisi il rapporto tra le diverse forme di trasporto e i livelli di attività fisica in Europa. Sono sette le città europee da cui provengono i volontari che hanno finora partecipato all’indagine: Roma, Anversa, Barcellona, Londra, Vienna, Zurigo e Orebro, in Svezia.

(Per approfondire leggi qui: Bambini sedentari, adulti dalle ossa fragili?)

Agli 11mila partecipanti (anche se l’obiettivo è allargare la platea a 14mila persone) è stato chiesto di indicare il tipo di mezzo di trasporto utilizzato e per quanto tempo, oltre ai dati su peso e altezza. Dall’analisi dei dati è emersa questa differenza nel peso corporeo tra automobilisti e ciclisti di circa 4 chili in media, sebbene non si possa concludere nel senso di un rapporto causa/effetto, affermano i ricercatori. Fattori come il design urbano, il modo in cui ci si muove in città, il mezzo di trasporto impiegato, se auto o bici, possono giocare comunque un ruolo determinante nel fissare i livelli di attività fisica di una comunità.

L’inattività fisica è uno dei principali fattori di rischio per la salute

Incorporare nella propria giornata dei momenti dedicati all’esercizio fisico, anche senza andare in palestra ma, ad esempio, andando in bici a lavoro, come suggeriscono gli autori dello studio, è utile per la prevenzione.

(Per approfondire leggi qui: Dieta e sport: perdere peso per ridurre il rischio di tumore)

«Il contrasto alla sedentarietà è alla portata di tutti, basterebbe che ciascuno scovasse nella propria giornata delle occasioni utili per potersi mettere in movimento: se proprio non si trova altro tempo utile, perché non approfittare del tempo che si passa per arrivare in ufficio? È un tempo che comunque va trascorso e, dunque, una parentesi che può essere sfruttata», ribadisce la professoressa Daniela Lucini, responsabile della Sezione di Medicina dell’Esercizio dell’ospedale Humanitas.

«Tante persone hanno 30 minuti-un’ora di tempo che passano per compiere brevi tragitti, anche non necessariamente per andare a lavoro ma, ad esempio, per accompagnare i figli a scuola o fare la spesa. Perché non impiegarli per muoversi a piedi o in bicicletta piuttosto che in motorino o in auto? Magari ci vorrà qualche minuto in più, ma il piccolo sacrificio avrà indiscutibili benefici sulla salute cardiovascolare e metabolica», conclude la specialista.

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