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Diabete tipo 1, l’olio d’oliva un aiuto naturale contro l’iperglicemia

27/02/2016

L’olio d’oliva contro l’iperglicemia. Il condimento sarebbe un buon rimedio naturale di supporto per contenere i picchi glicemici dopo i pasti nei pazienti con diabete di tipo 1. L’indicazione è contenuta in uno studio pubblicato su Diabetes Care, rivista ufficiale dell’American Diabetes Association, realizzato da ricercatori dell’Università “Federico II” di Napoli.

I ricercatori hanno condotto lo studio su 13 pazienti con diabete di tipo 1 (8 donne e 5 uomini) in trattamento con una pompa di insulina. Questi hanno consumato una serie di pranzi con lo stesso apporto di carboidrati ma con diverso indice glicemico: basso (pasta e lenticchie, pane integrale e mela) o alto (riso, pane bianco e banana). I menù sono stati declinati in tre diverse varianti relativamente all’apporto di grassi e quindi al condimento: con grassi saturi (burro), con grassi monoinsaturi (olio extravergine d’oliva) e povero di grassi.

(Per approfondire leggi qui: Diabete in gravidanza, le patate un fattore di rischio?)

Glicemia ridotta nel menù con olio d’oliva

Laddove il pasto con alto indice glicemico era associato all’olio d’oliva, il picco di glicemia post prandiale era più ridotto rispetto alle varianti con burro e con basso contenuto di grassi. Il prezioso condimento, principe della Dieta mediterranea, aiuterebbe dunque l’organismo a contenere i picchi di glicemia dopo i pasti. L’iperglicemia post prandiale è infatti un fattore di rischio per la salute del paziente diabetico.

Pertanto, concludono i ricercatori, la terapia di somministrazione post prandiale dell’insulina dovrebbe considerare oltre alla quantità dei carboidrati anche la qualità di carboidrati e grassi.

Una precedente ricerca riferiva già dei benefici dell’olio d’oliva ma su persone sane. La ricerca in oggetto ha coinvolto invece pazienti diabetici confermando i risultati: siamo sulla strada giusta?

(Per approfondire leggi qui: Diabete, i benefici dell’olio extravergine d’oliva)

«Assolutamente si, anche perché i numeri migliori si sono ottenuti nei pasti ad elevato indice glicemico, quindi quando serve maggiormente abbassare la glicemia. Sia l’equipe che ha condotto lo studio sia la rivista ove è stato pubblicato sono autorevoli, quindi sono risultati da tenere in considerazione», risponde il dottor Cesare Berra, responsabile della Sezione Malattie metaboliche dell’ospedale Humanitas.

Consiglierebbe ai pazienti diabetici di condire i pasti principali con olio d’oliva?

«La Dieta mediterranea ha come cardine l’utilizzo di olio di oliva tra gli altri cibi (ricordo verdura, frutta secca, pesce e carne in quantità misurata, carboidrati e anche un bicchiere di vino al giorno) ed è l’unica dieta con un considerevole contributo in letteratura sulla prevenzione del rischio cardiovascolare. Quindi se già prima di queste evidenze avrei caldamente consigliato di usare olio di oliva, adesso ho delle armi in più per confermare questa indicazione», conclude lo specialista.

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