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Sedentarietà, per star bene bisogna essere attivi sempre

11/06/2015

La lotta alla sedentarietà parte sul lavoro: appena possibile ci si deve alzare. Molti tipi di attività costringono a mantenere una posizione seduta per tante ore. Sommate al tempo passato davanti alla tv, sui mezzi pubblici o in auto nel tragitto casa-lavoro, le ore in cui si è fermi diventano rilevanti.

Non sempre l’esercizio fisico nel tempo libero è sufficiente per bilanciare gli effetti negativi della sedentarietà sulla salute. Chi è fermo dietro una scrivania deve cercare di alzarsi e muoversi sfruttando ogni occasione possibile o lavorare un po’ in piedi, se gli è consentito. La sedentarietà si combatte così, con queste brevi pause che interrompono le ore trascorse immobili, insieme all’esercizio fisico svolto secondo le linee guida internazionali: almeno trenta minuti di attività aerobica tutti i giorni a intensità moderata o 20 minuti tre volte alla settimana di attività intensa.

«Sedentarietà e attività fisica non sono l’una l’inverso dell’altra»

«I benefici dell’attività fisica strutturata (per esempio jogging, nuoto, bicicletta o semplici camminate più volte a settimana) sono ridotte se il resto del tempo si è sedentari», avverte la professoressa Daniela Lucini, responsabile della Sezione di Medicina dell’esercizio di Humanitas. «Se una persona fa attività fisica regolare e strutturata – aggiunge – per stare davvero in salute deve essere attiva anche in ufficio o a casa. Quello che conta è quanto ci si muove nel quotidiano».

La sedentarietà è riconosciuta come il quarto fattore di rischio per la mortalità generale e causa circa 3 milioni di morti. Molti Paesi occidentali hanno messo in atto delle strategie per la promozione dell’esercizio fisico e la lotta alla sedentarietà. In Italia, il 31% della popolazione può essere considerato sedentario, una condizione più frequente fra i 50 e 69 anni e fra le donne (dati Passi 2013). Oltralpe, in Svizzera, secondo l’Ufficio federale della sanità pubblica, le persone tra i 15 e i 74 anni restano sedute in media 4-5 ore al giorno, mentre un sesto supera in media le 8,5 ore al giorno. Negli Stati Uniti, infine, un adulto su quattro non svolge alcuna forma di esercizio fisico nel tempo libero.

Quali sono le conseguenza di una completa sedentarietà?

«L’inattività e la sedentarietà portano a un peggioramento delle malattie croniche del metabolismo, sono un fattore di rischio di ipertensione e diabete, di rischio cardiovascolare e della sindrome metabolica», risponde la professoressa Lucini. Anche ossa, muscoli e articolazioni non sono al riparo: «La sedentarietà spesso è accompagnata dalla tendenza ad assumere posture scorrette: così si mette a rischio l’apparato muscolare e osteoarticolare. Un rischio che insidia anche chi fa sport ma sul luogo di lavoro assume queste posture viziate», conclude la specialista.

 

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