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Lo sai che la vitamina D può attenuare i sintomi della colite?

01/03/2016

Mal di pancia, crampi, sensazione di gonfiore, aria nell’intestino, diarrea e poi stipsi, spesso alternate: impropriamente chiamata colite, la sindrome del colon irritabile detta anche IBS dall’inglese irritable bowel syndrome, potrebbe avere le ore contate. Non è ancora ben chiaro perchè la cosiddetta colite compaia e si manifesti come un disturbo cronico dell’intestino che colpisce il 10-15% della popolazione occidentale; ciò che sembra essere sempre più chiaro, invece, è la relazione tra vitamina D, fino ad ora nota solo come la “vitamina delle ossa”, e colite. Infatti, secondo un recente studio, bassi livelli di vitamina D potrebbero essere associati o comunque influire sull’insorgenza di infiammazioni intestinali e cancro del colon – spiega il professore Silvio Danese, Gastroenterologo, responsabile del Centro Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali di Humanitas e docente di Humanitas University. – Certamente saranno necessari ulteriori studi e conferme, ma sembra che le persone affette da sindrome del colon irritabile abbiano in comune anche una carenza di vitamina D nel sangue. Aggiungendo la vitamina D attraverso la supplementazione con integratori, i pazienti dello studio hanno dichiarato di aver migliorato la loro qualità di vita rispetto al disagio prodotto dalla colite; questo potrebbe essere dovuto anche all’azione antidepressiva della vitamina D, ma ulteriori studi saranno necessari. La dose giornaliera di vitamina D raccomandata è tra 400-1000 unità internazionali (UI) che può essere assicurata attraverso l’alimentazione e l’esposizione al sole per non meno di 20 minuti. Inoltre, è possibile assicurarsi la dose giornaliera di vitamina D con un cucchiaio di olio di fegato di merluzzo, oppure con circa 150 grammi di pesci grassi come salmone, ostriche e caviale, ma anche con pesci più poveri come aringa, tonno, sardine e sgombro; anche uova, latte e fegato la contengono ma in quantità molte basse.    

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