Reumatologia e immunologia

Attività fisica, in caso di osteopenia e osteoporosi esercizi in acqua e yoga

18/01/2018

Con l’attività fisica le ossa diventano più forti. E se invece sono indebolite cosa si può fare? In presenza di osteopenia o di osteoporosi l’attività fisica va calibrata sulle condizioni del tessuto osseo. Al movimento, pertanto, non si rinuncia, anche per poter godere di tutti gli altri benefici per la salute, dalla riduzione del rischio cardiovascolare al benessere mentale. Tra le attività consigliate ci sono discipline a intensità lieve-moderata, dal Tai chi allo yoga dalla camminata agli esercizi in acqua. Ne parliamo con la dottoressa Lara Castagnetti, osteopata e specialista in Medicina Fisica e Riabilitativa di Humanitas.

Ossa e attività fisica

I tessuti ossei sono molto sensibili agli stimoli provenienti dall’esterno quando si fa attività fisica: «L’osso sano, con una densità ossea normale, risponde modificando la propria architettura in base ai carichi meccanici a cui l’individuo è sottoposto», spiega la dottoressa Castagnetti. Ecco perché il movimento è fondamentale durante la crescita e in tutta l’età adulta, fin quando le condizioni dell’apparato scheletrico lo permettono.

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«Attività con esercizi ad alto impatto dal jogging allo lo sci agli sport di squadra fino al sollevamento pesi sono vantaggiosi per le ossa». In questo modo si previene la perdita di massa ossea: «La sedentarietà va scongiurata anche per questo motivo, per proteggere la salute delle ossa. Un programma di esercizi progressivi, di resistenza può migliorare la massa ossea negli individui inattivi», aggiunge la specialista. Tutto ciò senza dimenticare l’apporto di calcio con una dieta adeguata e di vitamina D.

Osteopenia

Se la densità ossea è ridotta ma non a tal punto da poter diagnosticare la presenza di osteoporosi si parla di osteopenia. La densità mineraria ossea viene misurata con un test i cui risultati vengono confrontati rispetto a dei parametri di riferimento: se la differenza è compresa fra -1 e -2,5 si parla di osteopenia, l’osso è indebolito ma la densità ossea non è così ridotta da poter parlare di osteoporosi.

L’osso non può essere sollecitato oltre misura: «I carichi meccanici e gli sforzi non possono essere tollerati senza danneggiarne la struttura. Pertanto sarà importante limitare la movimentazione dei carichi, senza rinunciare all’esercizio fisico aerobico. Ad esempio sarà utile camminare 40 minuti al giorno, praticare discipline come yoga e pilates o il Tai chi. Gli esercizi posturali con cui rinforzare la muscolatura del rachide o estendere la colonna sono accessibili a chi è interessato da osteopenia».

Osteoporosi

Quando i valori emersi dai test sono maggiori di -2,5 si parla di osteoporosi, una delle patologie più diffuse dell’età avanzata in particolare nel sesso maschile. Le ossa sono meno resistenti a qualsiasi sollecitazione meccanica e più predisposte alle fratture dal momento che il loro tessuto è più rarefatto: «Oltre a un programma di protezione dal rischio di caduta, per migliorare le capacità di movimento, la postura e l’equilibrio, si possono eseguire esercizi di rinforzo e di coordinazione, anche in acqua una o due volte a settimana. Secondo la tolleranza individuale si può camminare 40 minuti al giorno», conclude la dottoressa Castagnetti.

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