Sonno

Revenge bedtime procrastination: perché andiamo a letto sempre più tardi

13/05/2021

Il periodo di pandemia ha reso tutti più stanchi: stare molto tempo in casa, lavorare di continuo, magari proprio da casa, ha portato molte persone a procrastinare l’orario in cui si va a dormire nel tentativo, spesso, di approfittare del tempo libero serale. La sveglia, però, resta sempre allo stesso orario.

Questo fenomeno è detto Revenge bedtime procrastination. Ne parliamo con il dottor Vincenzo Tullo, neurologo e specialista in medicina del sonno e delle cefalee di Humanitas. 

Che cos’è la Revenge bedtime procrastination

La Revenge bedtime procrastination è un fenomeno caratterizzato dalla tendenza a procrastinare – e quindi a ritardare – il momento in cui si deve andare a dormire.

È una sorta di “vendetta”, appunto, del corpo, che risponde agli orari assurdi e stressanti della quotidianità rendendo difficile l’addormentarsi. Questo accade specialmente a causa del fatto che il tempo per le proprie passioni viene sempre meno durante il giorno, e di conseguenza l’unico momento per dedicarvisi è prima di dormire, a scapito del sonno. 

La Revenge bedtime procrastination è stata messa al centro dell’attenzione negli ultimi mesi certamente a causa dell’aumento dello stress e dei ritmi di vita alterati associati alla pandemia COVID-19, sebbene sia nata già nel 2016.

La mancanza di tempo libero durante il giorno

Fondamentalmente, la Revenge bedtime procrastination deriva dalla mancanza di tempo libero durante il giorno.

Tra il lavoro, le commissioni, la gestione familiare, la preparazione dei pasti e tutte le altre attività essenziali della vita quotidiana, molte persone non hanno tempo sufficiente per dedicarsi a ciò che amano fare.

La particolarità di questo fenomeno è senza dubbio il fatto che chi ha questa tendenza vuole effettivamente dormire, ma non riesce a farlo, come se ci fosse un profondo divario tra l’intenzione e il comportamento attuato.

Revenge Bedtime Procrastination: gli effetti sulla salute

Non dormire a sufficienza per una o due notti può causare una sensazione di stordimento il giorno successivo; tuttavia, perpetuare questo comportamento può portare a problemi di salute a lungo termine.

Dormire poco e male ha effetti negativi in numerosissimi ambiti, dalla salute del sistema immunitario, alla libido, alla concentrazione, all’umore. La privazione del sonno è anche collegata a un aumento del rischio di diverse condizioni di salute croniche, tra cui malattie cardiache e ipertensione

Come contrastare la Revenge bedtime procrastination?

Alla base del contrasto alla Revenge bedtime procrastination c’è, sicuramente, il mantenere una corretta igiene del sonno. Importante è quindi evitare di fare esercizio fisico troppo vicino all’ora di andare a dormire, evitare il più possibile di utilizzare smartphone subito prima di coricarsi, e cercare di mantenere costante l’orario in cui si va a letto.

Oltre a questo, durante il giorno si potrà:

  •  impostare alcuni momenti per sé da inserire nella routine giornaliera, magari programmandoli sul proprio smartphone, come per una qualsiasi riunione. 
  • Stabilire obiettivi ragionevoli, e soprattutto realistici, per trovare questo tempo per sé: già dieci minuti al giorno in più possono fare la differenza.
  • Cercare di arrivare a sera più stanchi, magari spingendo maggiormente attività fisiche nella prima parte della giornata
  • Consultare uno specialista ai primi segni di malessere. 

Di tanto in tanto restare alzati fino a tardi a leggere, fare scrolling con il proprio smartphone, guardare una serie tv o parlare con gli amici non è così problematico: lo è quando questo atteggiamento si fa regolare, andando a intaccare significativamente il sonno, e quindi il benessere in generale.

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