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Alimentazione

Gelato, meglio come sostituto e non a fine pasto

30/04/2015

Sette italiani su dieci lo gustano tutto l’anno, ma è l’estate la sua stagione per eccellenza. Il gelato artigianale è uno dei punti di forza del Made in Italy a tavola, buono per tutte le età e in qualsiasi momento della giornata. Secondo un sondaggio dell’Istituto del gelato italiano, in un caso su due i momenti ideali per un buon gelato sono il pomeriggio e il dopo cena. Tuttavia, anche per il consumo di coni e coppette valgono delle regole di buon senso per evitare ricadute sulla salute.

«Per prima cosa è bene dire che è molto meglio se il gelato viene consumato in sostituzione di un pasto e non al suo termine, e nemmeno con una frequenza troppo elevata», esordisce la professoressa Daniela Lucini, responsabile della Sezione di Medicina dell’esercizio di Humanitas. «Un bel cono o una coppa di gelato danno calorie di immediato utilizzo: se una volta ogni tanto, magari se ci si trova fuori casa, pranzare con un gelato al posto di un panino va bene. Questa soluzione è un ottimo sostituto di un pasto tradizionale, ma non solo. Vale anche per uno spuntino o a merenda. Altro è consumarlo come complemento di un pasto. Inoltre è molto importante considerare anche la qualità delle materie prime utilizzate per prepararlo».

 

Dal gelato soprattutto zuccheri e grassi

Non bisogna sottovalutare infatti l’apporto calorico del gelato: «Quello confezionato – prosegue – si aggira intorno alle 270 Kcalorie, mentre per 100 grammi (cono o coppetta piccola) di gelato artigianale si va dalle 180 alle 240/250 Kcal. Tutto dipende dagli ingredienti, dai “gusti” che abbiamo a disposizione in gelateria: cioccolato, frutta secca, panna fanno aumentare l’introito di calorie. Attenzione naturalmente alle porzioni: già un cono medio supera queste quantità», aggiunge la specialista. «Per le calorie, cialde e coni non fanno la parte principale, ma comunque anche loro hanno un apporto calorico; inoltre importante è la qualità degli ingredienti usati per realizzarli».

Ma qual è il profilo nutrizionale del gelato? «Il grado zero del gelato è quello con la crema, quindi latte, uova e zucchero: abbiamo dunque le proteine del latte e delle uova, i grassi e il colesterolo e, soprattutto, gli zuccheri. L’apporto calorico è significativo e l’alimento è completo. Se invece eliminiamo le uova, abbiamo comunque una buona dote di grassi e zuccheri. Infine, i sorbetti alla frutta, solo con acqua, zucchero e frutta, con una minima dose di fibre. É bene ricordare che dal gelato arrivano carboidrati e zuccheri raffinati, non proprio i migliori per la salute. Se infine non vogliamo rinunciare alla frutta e alle sue proprietà, non dobbiamo guardare al gelato, ma possiamo abbinare questo alimento a una macedonia di frutta fresca per avere vitamine, fibre nella giusta quantità e antiossidanti», conclude la professoressa Lucini.

 

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