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Alimentazione

I consigli per prevenire e combattere la stitichezza

07/10/2003

Secondo una ricerca di Boehringer Ingelheim Italia, un italiano su dieci lamenta stitichezza, con percentuali anche più alte tra gli anziani e nella popolazione femminile. Nello specifico, dallo studio emerge che negli Stati Uniti e nel Nord Europa la stipsi ha una prevalenza di circa il 10 %, prevalenza che raddoppia considerando l’Oriente e l’Europa meridionale. In Italia il valore raggiunge il 15-17% della popolazione adulta. Di questa, oltre la metà (circa il 10 %) tratta il disturbo con lassativi, mentre il restante non utilizza medicinali. Dalla ricerca emerge la difficoltà, peraltro nota, ad individuare una causa unica responsabile della stipsi, soprattutto considerando le forme croniche, quelle che datano da tempo. In questo caso entrano spesso in gioco diversi fattori eziopatogenetici come il cambiamento nelle proprie abitudini di vita quotidiane (in termini di orari e ritmi), lo stress, una maggiore sedentarietà e spesso un’alimentazione disordinata.
Ma parliamone con il prof. Alberto Malesci, Professore di Medicina Interna dell’Università di Milano e Responsabile dell’Unità Operativa di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva di Humanitas e con la dr.ssa Roberta Barbera.

Quando si può parlare di persone che soffrono di stipsi?

“Con il termine stipsi”, spiega il prof. Malesci, “si intende una difficoltà all’evacuazione. Questo disturbo può manifestarsi come ridotta frequenza evacuativa (meno di tre evacuazioni per settimana) oppure come difficoltà all’emissione delle feci per la scomparsa dello stimolo evacuativo o per la presenza di feci di volume estremamente ridotto (definite feci caprine) o, ancora, come sensazione di evacuazione incompleta”.

Come è opportuno comportarsi per prevenire il problema?

“Innanzitutto è opportuno individuare quali siano le condizioni che si accompagnano alla stipsi e cercare quindi di capirne la causa. “Per esempio” spiega il prof. Malesci, “ le donne in gravidanza soffrono di stitichezza perché la pancia “schiaccia” l’intestino riducendo così la peristalsi intestinale, ovvero il movimento naturale dell’intestino che consente l’evacuazione; oppure ne soffrono gli anziani perché le contrazioni intestinali sono scarse così come è ridotta l’attività fisica. Ancora, l’uso di alcuni medicinali come gli antidepressivi, i diuretici o gli anticolinergici con meccanismi farmacologici differenti possono provocare stitichezza. Allo stesso modo,” prosegue la dr.ssa Barbera “esistono fattori e condizioni che stimolano la motilità intestinale, e quindi favoriscono una regolare evacuazione, come il fumo, il caffè oppure i kiwi assunti al mattino. E’ utile a chi soffre di stipsi adottare uno stile di vita regolare, alimentandosi correttamente dando preferenza a cibi ricchi di fibre accompagnati dall’assunzione di molti liquidi e limitando, invece, l’assunzione di cibi eccessivamente raffinati. Inoltre, una moderata attività fisica, eseguita con regolarità, può essere d’aiuto”.

….vuole dare un ultimo consiglio?

“Più che un consiglio, una raccomandazione: cercare di regolarizzare e dedicare tempo all’atto evacuativo, meglio se al mattino o dopo i pasti quando cioè l’intestino è in movimento. Il trattenere lo stimolo all’evacuazione può a lungo andare essere la causa principale della stitichezza, con una progressiva scomparsa dello stimolo stesso”.

I lassativi sono utili quando si soffre di stipsi?

“La maggior parte dei pazienti soffre di stipsi cronica” spiega la dr.ssa Barbera “e ricorre spesso all’autoprescrizione di farmaci da banco e a prodotti di erboristeria. Utile è invece rivolgersi ad uno Specialista che, utilizzando anche esami strumentali possa individuare al meglio i meccanismi responsabili di questo disturbo, potendo così offrire al Paziente la risposta terapeutica più idonea”.

A cura di Lucrezia Zaccaria

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