Benessere

Ginocchio in salute grazie alla camminata?

31/10/2016

Scarpe comode ai piedi e km da macinare. La camminata regolare, a passo svelto, fa bene alle nostre articolazioni: “marciando” le manteniamo in salute. «È noto che l’attività fisica a bassa intensità comporta una serie di effetti benefici a tutto l’apparato muscolo-scheletrico: camminare costantemente aiuta a prevenire l’osteoporosi e sostiene le articolazioni come anca e ginocchio», dice il dottor Stefano Respizzi, responsabile del dipartimento di Riabilitazione dell’ospedale Humanitas, intervenuto a Cuore e denari, programma in onda su Radio 24.

Perché la camminata fa bene a queste articolazioni?

«Camminando si previene l’usura delle cartilagini, il preludio dell’eventuale insorgenza dell’artrosi. Le nostre articolazioni devono lavorare per rigenerarsi, lasciarle ferme è molto peggio. Muovendoci le facciamo funzionare. La meccanica del cammino stimola una sorta di “effetto spugna”: caricando sul ginocchio, “spremo” l’articolazione e faccio in modo che il liquido – il liquido sinoviale – che c’è dentro venga richiamato e mandato fuori. Il liquido va e viene dalla membrana della capsula intorno l’articolazione da cui entra ed esce. Così facendo nutre la cartilagine, un tessuto con pochi vasi sanguigni che riceve nutrimento proprio dal liquido sinoviale».

(Per approfondire leggi qui: Camminare in montagna, pensando alla schiena)

Il cammino è il “grado zero” dell’attività fisica, alla portata di tutti: «L’uomo è fatto per camminare e questa è un’azione che può essere fatta sempre se il fisico lo permette. Il 90% delle persone possono eseguirla: il vero scoglio da superare è la pigrizia. Solo per chi presenta gravi problemi alle articolazioni, anca e ginocchio, o problemi di tipo neurologico – ad esempio per i postumi di un ictus – la camminata non è indicata come forma di attività fisica».

Anche chi soffre di artrosi o è affetto da discopatia può praticarla?

«Sì. Una persona con le ginocchia colpite da artrosi può aiutarsi con un bastone e anche chi presenta queste alterazioni dei dischi intervertebrali può camminare a passo svelto. Per questi pazienti invece – sottolinea il dottor Respizzi – non va assolutamente bene la corsa. Questa, infatti, prevede una forma di movimento completamente diversa dalla camminata: con la corsa ogni passo è una sorta di piccolo rimbalzo che colpisce in maniera intensa la colonna, mentre con la camminata viene sollecitata molto di meno».

(Per approfondire leggi qui: Riunioni di lavoro a piedi: così si fa movimento anche in ufficio)

Che tipo di dolore che avvertiamo camminando deve suonare come un campanello d’allarme? «I dolori muscolari sono assolutamente benigni. È normale avvertire dolore a cosce o polpacci: significa che i muscoli si sono risvegliati grazie al movimento. Una spia sono invece i dolori interni alle articolazioni, più profondi. Se il dolore è localizzato a un ginocchio, ma anche a un piede, se è intenso, magari ci sveglia di notte, se è persistente e dopo 2-3 giorni non va via, allora è il momento di fermarsi e rivolgersi a un medico», conclude lo specialista.

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