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Intestino: quando si parla di stitichezza?

22/04/2015

«Si può andare di corpo anche una sola volta a settimana, e sentirsi bene: in questo caso non si parla di stitichezza per come la intendono i pazienti», spiega Beatrice Salvioli, gastroenterologa dell’istituto Clinico Humanitas.

Eppure fino a non molti anni fa la definizione di “stitichezza” (o “stipsi”) era strettamente legata a quante volte a settimana si riusciva a liberare l’intestino, e veniva definito stitico il soggetto che andava di corpo meno di tre volte a settimana. «In realtà – spiega l’esperta – nella pratica clinica e nella nostra esperienza di medici gastroenterologi abbiamo rilevato che ciò che fa la differenza nella definizione della stitichezza non è tanto la frequenza di evacuazioni settimanali, come accadeva fino a non molto tempo fa, ma il senso di soddisfazione o insoddisfazione che fa seguito alle evacuazioni». In poche parole, quindi, ci sono persone che si liberano una volta a settimana e si sentono bene e non vengono quindi definite stitiche e quindi non si recano dal medico, «mentre altre possono sentirsi insoddisfatte ed essere quindi considerate stitiche pur andando di corpo una volta al giorno».

 

Accorgimenti alimentari per contrastare la stitichezza

Per contrastare la stitichezza diversi sono gli accorgimenti alimentari che possono essere messi in pratica: bere circa un litro e mezzo di liquidi al giorno sommando l’introito di acqua, tè e altre bevande, brodo, latte; prediligere il consumo di olio a crudo – è un lubrificante e facilita il passaggio delle feci – e di fibre come legumi e cereali, meglio se integrali, e verdure; «attenzione invece allo yogurt che, a differenza di quello che comunemente si crede, può avere effetti sia favorenti che contrastanti l’attività intestinale, a seconda dei soggetti».

Altri rimedi del tutto naturali che possono essere attuati senza difficoltà, meglio se al mattino, sono il consumo di semi di lino bolliti e filtrati – danno vita a una specie di gelatina insapore che può essere incorporata nello yogurt della prima colazione – oltre ai fiocchi di avena, alla crusca e ai cereali integrali. «Un vecchio rimedio della nonna, poi, funziona sempre: bere di prima mattina appena alzati un bicchiere di acqua calda a stomaco vuoto perché il caldo rilassa e stimola l’attività delle onde motorie cosiddette “giganti del colon di trasporto delle feci”, presenti solitamente al mattino appena svegli e dopo i pasti», precisa l’esperta.

Per evitare di incoraggiare ulteriormente la stitichezza, poi, è bene evitare di esagerare con alcuni cibi e in particolare «con la cioccolata, la frutta secca, gli insaccati – conclude la dottoressa Salvioli – tenendo presente che anche il pane e la pasta se assunti in quantità eccessive possono causare costipazione».

 

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