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Menopausa, cuore a rischio con le vampate in età precoce

26/03/2015

Attenzione alle vampate in età precoce, possono nascondere un rischio per il cuore. A sostenerlo due studi presentati al congresso dell’American College of Cardiology che hanno messo in relazione questo fenomeno con la capacità delle arterie di dilatarsi

Se i vasi sanguigni non riescono a farlo in maniera adeguata, significa che l’endotelio, ossia il sottilissimo rivestimento interno dell’apparato circolatorio, non funziona correttamente. Su questa superficie il sangue scorre senza coagulare: se si lede, le piastrine si accumulano, il sangue si coagula e si forma un trombo. Come sottolineano i ricercatori dell’Università di Pittsburgh, Stati Uniti, la disfunzione endoteliale è un marcatore preciso del rischio cardiovascolare. L’endotelio si danneggia nel processo che porta all’aterosclerosi, ovvero all’irrigidimento delle arterie.

Il primo studio è stato condotto su 189 donne e ha valutato questa relazione: più frequenti erano le vampate nell’arco della giornata, meno le arterie si dilatavano. Dieci o più vampate al giorno comportavano una funzionalità ridotta del 50% rispetto alle donne senza questi sintomi. Nel secondo studio, invece, sono state coinvolte 104 donne in post menopausa con età media di 67 anni, non in terapia ormonale e con segni di malattia cardiaca. Sono state distinte le donne che avevano cominciato a lamentare le vampate a 42 anni o prima e quelle su cui erano comparse dopo quest’età. Le evidenze sono state le stesse: se precoci, veniva registrata una minore capacità di vasodilatazione.

 

Dopo la menopausa aumentano i rischi di disturbi cardiaci

È noto che gli estrogeni proteggono le donne e che dopo la menopausa il rischio di disturbi cardiaci aumenta. «Se la menopausa è fisiologica, tutto procede naturalmente. Se invece dà manifestazioni precoci, siamo di fronte a una situazione potenzialmente critica», spiega la dottoressa Maddalena Lettino, responsabile dell’Unità Operativa di Cardiologia dello Scompenso dell’ospedale Humanitas. «A una precoce comparsa di vampate corrisponde quindi una precoce alterazione della capacità di regolazione cardiovascolare. Come questa si traduca quindi in un maggiore rischio di insorgenza di patologie è un secondo passaggio ancora da documentare», aggiunge la specialista.

Le vampate sono il sintomo più comune della menopausa: un’improvvisa sensazione di caldo, accompagnata da arrossamento cutaneo, soprattutto del volto. Si associano a insonnia e depressione, nonché a malattie cardiovascolari, osteoporosi e aumentata incidenza di tumori, in alcuni casi a sudorazione notturna. È interessato oltre il 60% delle donne in menopausa in assenza di terapia sostitutiva. Se i dati dei due studi fossero confermati, questo disturbo potrebbe dunque essere usato per individuare le donne ad alto rischio cardiovascolare e intervenire sul loro stile di vita. «Le due ricerche lanciano delle ipotesi che ulteriori approfondimenti potrebbero raccogliere per vedere, ad esempio, cosa succede nel tempo nelle donne che hanno avuto queste vampate in età precoce? L’utilità dei due studi risiede proprio in questo, nella possibilità di correggere i profili di rischio cardiovascolare», conclude la dottoressa Lettino.

 

Commento a cura  della dottoressa Maddalena Lettino

Responsabile dell’Unità Operativa di Cardiologia Clinica in Humanitas

dottoressa Maddalena Lettino

 

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