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Eiaculazione precoce: quali i rimedi?

06/03/2015

Almeno una volta nella vita di un uomo, può succedere di vivere quell’imbarazzante momento in cui si ha un’eiaculazione precoce, o perché ci si trova in contesti sessuali che creano insicurezza o ansia o in situazioni affettive non abituali. Non bisogna certo stupirsi se il risultato è una breve durata del rapporto sessuale.

Se al contrario, questa situazione è ricorrente, il turbamento e la frustrazione diventano un problema e il consiglio di un andrologo fondamentale.

“Gli uomini che soffrono di eiaculazione precoce (EP) tendono a nascondersi” – spiega il professor Alberto Mandressi, Responsabile dell’Unità Operativa di Urologia di Humanitas Mater Domini – “Lo specialista possiede invece gli strumenti diagnostici e le risposte terapeutiche che possono efficacemente curare il disturbo e restituire così la serenità alla coppia, anche nell’intimità.”

Il primo fondamentale passo consiste nel parlarne con lo specialista andrologo per capire se il problema è presente sin dalla prima attività sessuale del soggetto (Eiaculazione precoce primaria o lifelong) o se si è sviluppato in un secondo momento, ossia dopo un periodo di attività sessuale soddisfacente (Eiaculazione precoce secondaria). Questa differenza permette di identificarne le possibili cause e quindi impostare i rimedi.

Nelle forme ‘Lifelong’ si possono riconoscere come tra le più frequenti cause: ipersensibilità del glande, variazioni anatomiche come la presenza di fimosi o di frenulo breve, variazioni recettoriali dei neurotrasmettitori come la serotonina.
“Per trattare un’ipersensibilità del glande esistono rimedi topici (creme anestetiche), per le variazioni anatomiche è  opportuna la correzione chirurgica (semplici interventi ambulatoriali), mentre per le problematiche recettoriali esistono farmaci che permettono di controllare  il riflesso precoce”, afferma lo specialista.

Viceversa, tra le forme insorte dopo un periodo di attività sessuale soddisfacente, si possono identificare disturbi della tiroide, fatti infiammatori del basso tratto urogenitale (prostatiti, uretriti) e disturbi comportamentali. Quando l’eiaculazione precoce compare dopo un periodo di adeguata attività, in assenza di disturbi organici, occorre indagare se non sia diminuita la frequenza sessuale, se non sia presente un’ansia di prestazione, per l’instaurarsi magari di una nuova relazione o per la comparsa di impotenza. Infatti, la disfunzione erettile, coesiste sia come causa che come conseguenza in circa il 30% dei pazienti con eiaculazione precoce.

L’identificazione delle causa permette, quindi, l’adozione di rimedi non solo volti a ritardare l’eiaculazione ma, soprattutto, a correggere parametri ben più pericolosi per la salute: curare la tiroide quando è iperfunzionante, trattare con terapie adeguate le affezioni infiammatorie del basso tratto urogenitale e, non da ultimo, la disfunzione erettile quando presente.

 

Commento del Professor Alberto Mandressi

Responsabile dell’Unità Operativa di Urologia
Humanitas Mater Domini

Urologo di Humanitas Mater Domini 

 

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A cura di Elisabetta Ferrario

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