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Attenzione ai bruchi del pino: pelle a rischio dermatite

02/03/2016

È allerta in tutta Italia per le processionarie del pino. I nidi di queste larve, simili a ragnatele, si formano sui rami degli alberi e sono formati da una sostanza altamente urticante per l’uomo. E lo sono anche i peli che spuntano dal corpo di questi insetti detti anche gatte pelose o bruchi del pino. Dal Piemonte alla Val d’Aosta al Veneto si sono registrati casi di dermatiti da processionaria e anche in altre regioni si è passati all’azione per proteggersi da questi nidi pericolosi.

«È un bene che si parli di processionaria e che ci sia un allarme. La dermatite da processionaria è una dermatite molto frequente soprattutto nel periodo primavera/estate e non risparmia alcuna età. Basta infatti passare sotto un pino con nidi di processionaria ed essere investiti dal pulviscolo contenete il micidiale pelo urticante che riveste il corpo dell’insetto. Questo pulviscolo urticante che non è visibile, cade e si attacca sulla pelle scoperta ma anche quella coperta insinuandosi tra i vestiti», spiega il professor Marcello Monti, responsabile del reparto di Dermatologia dell’ospedale Humanitas.

(Per approfondire leggi qui: Hai la dermatite? Puoi non rinunciare alla piscina)

Le zone più colpite sono tronco e collo, ma anche gli arti o il volto possono essere interessati. Cosa succede alla pelle? «La conseguenza è la comparsa improvvisa di forte arrossamento con prurito o bruciore. A volte compaiono anche bolle e pustole. Il soggetto non sa rendersi conto di cosa è avvenuto e pensa a una malattia mentre il dermatologo, per fortuna, è abituato a vedere queste lesioni cosicché la diagnosi avviene già durante la visita».

Cosa prevede il trattamento della dermatite da processionaria?

«Il trattamento è semplice: si applica sulla sede colpita il gel astringente al cloruro d’alluminio. Questo gel astringente ha azione antiprurito e disinfettante e in poco tempo manda in remissione la dermatite. Purtroppo, quando la diagnosi non è fatta in modo corretto, e questo è assai frequente, viene prescritto il cortisone che non funziona e che può peggiorare la situazione», sottolinea lo specialista.

(Per approfondire leggi qui: Dermatiti allergiche, negli ultimi anni scoperti più di 170 allergeni)

È più facile che questo disturbo si verifichi da maggio a luglio quando i bruchi escono dai nidi ma le temperature miti di questo inverno stanno un po’ anticipando i tempi. Le larve rappresentano un pericolo per le piante perché le privano delle foglie, per l’uomo ma anche per gli animali domestici: «È un problema da non sottovalutare. Un cane, ma anche molte animali selvatici, possono ingerire le larve e rimanere soffocati per la reazione in gola dei peli urticanti».

Come poter contenere i rischi legati alla presenza di questi nidi?

«Da una parte l’auspicio è che ci sia un controllo territoriale maggiore conto la proliferazione delle processionarie e dall’altra una diffusone maggiore della conoscenza della dermatite da processionaria e di cosa fare per prevenzione e trattamento. I medici di medicina generale e i farmacisti dovrebbero ricevere un aggiornamento mirato», suggerisce il professor Monti.

 

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