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Creme per proteggerci dal sole

07/05/2002

I cosiddetti schermi solari sono tra i prodotti più usati da chi desidera esporsi al sole. I prodotti solari comprendono oltre che gli schermi solari, gli abbronzanti, gli autoabbronzanti, i doposole e gli emollienti. Ciò spesso provoca un po’ di confusione tra i consumatori. La parola al prof. Marcello Monti, responsabile dell’Unità Operativa di Dermatologia di Humanitas e docente di Dermatologia all’Università degli Studi di Milano.

L’uso degli schermi solari
Da uno studio condotto negli Stati Uniti, è risultato che il 20% dei giovani non usa gli schermi solari perché desidera abbronzarsi; un terzo ha le idee confuse per quanto riguarda questi prodotti ritenendo che gli schermi solari promuovano l’abbronzatura. La quantità di prodotto applicato è importante per ottenere una reale fotoprotezione . E’ stato calcolato che la quantità da applicare equivale a 2 mg /cm2 di superficie. In termini pratici occorrono circa 30 gr di prodotto per proteggere un adulto di corporatura media: la maggioranza dei consumatori usa una quantità insufficiente di prodotto con il risultato di avere una minore protezione di quella attesa. Anche l’applicazione nelle varie aree risulta quasi sempre non corretta: in uno studio riguardante il volto è risultato che, fatto 100 la quantità corretta di prodotto, ne veniva applicato l’8% nell’area orbitale, l’8% sulle orecchie, l’80% sulla fronte e il 94% sulle guance.

Anche per i più piccoli?
“Gli schermi solari non dovrebbero essere usati prima dei sei mesi di età o prima dei tre anni. Nei primi anni il bambino non dovrebbe essere esposto al sole diretto e quindi non dovrebbe avere la necessità di usare uno schermo solare. Inoltre vi è il rischio che l’assorbimento degli agenti chimici e degli altri prodotti applicati possa causare effetti. In ogni modo l’uso dello schermo solare è da limitarsi ai casi e per il tempo in cui non è possibile altro tipo di fotoprotezione.
I pediatri comunque dovrebbero sempre avvisare i genitori sull’importanza della fotoprotezione per i loro bambini e nelle scuole dovrebbe essere obbligatorio un programma di educazione sui danni causati dalla luce solare. E’ stato accertato che un’educazione alla fotoprotezione in età infantile è duratura nel tempo, mentre la stessa in età adulta non porta modificazioni significative del comportamento”.

Quindi le creme e i prodotti specifici non sono sempre sicuri?
“Gli schermi solari sono considerati prodotti sicuri per quanto riguarda le reazioni avverse cutanee; infatti le allergie dovute ai profumi o ai preservanti sono rare. Comunque alcuni ingredienti come lanolina, olio di mandorle, burro di cacao e antiossidanti sono considerati comuni sensibilizzanti degli schermi solari. Gli schermi solari possono diminuire la sintesi della vitamina D, che avviene nella cute ad opera dello stimolo UV, senza però provocare problemi di ipovitaminosi.
I cinnammati, i benzofenoni e l’acido aminobenzoico possono non essere tollerati da pazienti affetti da eczema e per l’acido aminobenzoico si può avere una cross reattività in persone allergiche alla benzocaina, ai tiazidici, alle sulfonamidi e alla parafenilendiamina.
Questi prodotti in generale causano una comparsa o aggravamento dell’acne nei giovani soggetti predisposti. In passato si pensava che questa azione fosse dovuta all’azione occlusiva del prodotto, più recentemente si è visto che gli schermi organici si legano ai recettori degli estrogeni alterando il comportamento cellulare. Queste sostanze comunque vengono ampiamente assorbite dalla cute e i dati di tossicità a breve e a lungo termine per l’uomo non sono ancora completamente elucidati. Anche per questo motivo occorre prudenza e competenza nell’uso degli schermi solari, soprattutto nell’infanzia”.

Ci può fornire qualche raccomandazioni per una corretta esposizione al sole?
“Una corretta esposizione ai raggi solari non significa esclusivamente una restrizione del tempo da passare all’aperto. L’esposizione della cute ai raggi solari provoca certamente stimoli benefici fisici, tra cui la sintesi della vitamina D e la liberazione di citochine, e psicologici.
La corretta fotoesposizione prevede di limitare il tempo di esposizione secondo le varianti: fototipo, stagione, latitudine, ora del giorno.
Il 50% dei raggi UVB arriva sulla terra tra le 11.00 e le 15.00, ora legale, pertanto evitando l’esposizione in questo intervallo si risparmia il 50% del fotodanneggiamento indotto dagli UVB.
L’uso degli schermi solari è utile quando non vi sono altri mezzi di fotoprotezione . Gli schermi inorganici non espongono il soggetto a rischi di sensibilizzazione o tossicità per assorbimento .
L’uso del cappello con tesa diminuisce l’irradiazione a livello del capo e del volto e può prevenire i tumori fotoindotti di queste aree, i più frequenti.
L’uso di occhiali con lenti UV assorbenti riduce sia i danni oculari (cataratta, retinopatia) sia i danni nell’area delle orbite , area estremamente sensibile ai raggi UV.
L’uso della maglietta durante le gite sotto il sole o durante i bagni diminuisce il fotodanneggiamento a livello delle spalle e del decolletè , anche queste aree ad alto rischio di fotoinvecchiamento e tumori fotoindotti.
L’uso di cosmetici o di profumi deve essere evitato prima di esporsi al sole poiché possono contenere sostanze fotoattive, cioè che potenziano il danno dei raggi solari. Non usare salviette profumate per la detersione del sudore e la pulizia del corpo durante l’esposizione solare.
Ricordare che gli acceleratori di abbronzatura aumentano il rischio di fotoustione e di fotoinvecchiamento e di tumori cutanei.
Ricordare che gli autoabbronzanti non proteggono dai raggi UV.
Ricordare che il beta-carotene, depositandosi nel derma, non protegge l’epidermide dai raggi UV .
Ricordare che molti estratti vegetali (fico, bergamotto, etc) contengono sostanze fotoattive (cumarine) e non devono essere applicati sulla cute come abbronzanti fai-da-te per l’alto rischio di fotoustione.

Principali nozioni riguardanti i raggi solari
 I raggi ultravioletti passano attraverso le nuvole
 La neve o le superfici bianche riflettono più dell’80% dei raggi UV
 I raggi UV aumentano aumentando l’altitudine
 Sotto l’ombrellone si ricevono più del 50% dei raggi UV
 Il 95% dei raggi UV penetra nell’acqua

Principali raccomandazioni per il pubblico
Limitare il tempo di esposizione
Evitare l’esposizione tra le 11.00 e le 15.00 , ora legale
Quando non vi sono altri mezzi di fotoprotezione , utilizzare gli schermi solari
Gli schermi inorganici sono più sicuri
L’uso del cappello riduce il rischio di tumore
L’uso degli occhiali da sole riduce il rischio di cataratta
L’uso di indumenti previene fotoustioni e fotoinvecchiamento
I cosmetici e le salviette profumate vanno vietati durante l’esposizione
Gli acceleratori di abbronzatura possono provocare fotoustioni
Gli autoabbronzanti e il beta-carotene non proteggono dai raggi UV
Gli estratti vegetali possono provocare fotoustioni

A cura di Lucia Giaculli

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