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Unghie, attenzione ai levasmalto

29/05/2015

Più che agli smalti bisogna prestare attenzione ai levasmalto per proteggere la salute delle unghie. I solventi usati nella manicure per rimuovere lo smalto spesso sono un po’ troppo aggressivi per la pelle e le unghie stesse. «Oggi gli smalti non presentano grossi rischi. Il problema rappresentato dalla formaldeide negli smalti è stato risolto. La tossicità riguarda anche se non soprattutto i solventi», spiega il professor Marcello Monti, responsabile di Dermatologia dell’Ospedale di Ricerca Humanitas.

La formaldeide è una delle sostanze che insieme a toluene e ftalati compone il notorio “trio tossico” messo più volte sotto accusa per i suoi effetti dannosi alla salute. La formaldeide viene usata come costituente delle resine per gli smalti ma negli anni il suo uso si è ridotto sensibilmente. «Questa sostanza era causa di sensibilizzazione e tossicità. Con la formaldeide la tossicità era doppia dal momento che inalandola l’irritazione arrivava alle vie aeree. Il problema della tossicità interessa però i solventi: quelli più aggressivi sono disidratanti, così le unghie e le pellicine si possono seccare e frantumare. Dai solventi dunque possono arrivare i maggiori rischi, tra questi la perionissi, ovvero un’infiammazione della cute che circonda l’unghia», continua lo specialista.

«Come levasmalto oggi si usa l’etil lattato e l’etil acetato che hanno un odore meno pungente rispetto all’acetone ma sono ugualmente irritanti e essiccanti.  Inoltre è di moda levare gli smalti per immersione, e questo comporta che anche i polpastrelli restino a bagno nel solvente per un determinato tempo causando secchezza e fragilità anche alla cute della falange»

Nella manicure i rischi possono essere contenuti se si prendono le giuste precauzioni relative sia ai prodotti come i levasmalto, che alle pratiche usate: «Con una corretta manicure si ammorbidiscono le cuticole, ovvero le pellicine che si ribaltano sulle lamine ungueali, l’importante è non eliminarle del tutto. Queste impermeabilizzano la matrice ungueale: se vengono sollevate si permette a batteri o funghi di entrare tra le lamine e la cute con il pericolo di causare infezioni molto dolorose. Inoltre è raccomandabile l’uso di strumenti sterilizzati».

La ricostruzione delle unghie può essere una pratica a rischio

Oltre ai levasmalto, un altro aspetto che può presentare problemi è quello della ricostruzione delle unghie. «È una pratica estetica che si può fare in modi diversi: con le resine acriliche, con il gel che viene indurito dai raggi ultravioletti ma anche con tessuti di tipo setoso. In ogni modo, sono comunque pratiche rischiose: i gel e le resine tendono a compenetrare le lamelle dell’unghia; una volta rimosse con un solvente, l’unghia appare sfaldata, fragile, deteriorata, opaca e anche consumata col rischio addirittura di perdere l’unghia stessa. Per questo i dermatologi consigliano di ricorrere alla ricostruzione una o due volte l’anno per permettere la riparazione. Anche i raggi uv con cui si solidifica il gel, secondo alcuni, potrebbero essere dannosi perché attiverebbero i melanociti della matrice dell’unghia inducendo la formazione dei nei della matrice, quella striscia dal colore marrone che in qualche caso è visibile lungo la lamina», sottolinea il professor Monti.

Lo smalto non è un prodotto estetico da demonizzare, come afferma lo specialista: «Stendere uno strato di smalto scuro può nascondere i danni ungueali della psoriasi su mani e piedi. Molti pazienti pensano che lo smalto possa peggiorare la psoriasi dell’unghia ma non è così anzi aiuta a diminuire lo stress da unghia con macchie gialle e marroni. In questo le donne sono avvantaggiate ma anche gli uomini possono ricorrere a smalti semitrasparenti opacizzanti che migliorano l’aspetto estetico», conclude il professor Monti.

 

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