Attività fisica, a cosa serve il bendaggio?

Nastri bianchi e colorati, elastici e non, adesivi o meno, sono presenti negli studi dei fisioterapisti e ormai non è così raro vederli addosso non solo agli atleti professionisti ma anche a quelli amatoriali. Sono delle bande, in alcuni casi simili a grandi cerotti, utilizzate per il bendaggio con scopi diversi: «Vi sono diverse tecniche di bendaggio con differenti finalità, dalla prevenzione alla riabilitazione. Ognuna di esse è appropriata se usata in modo pertinente allo scopo cui è destinata», aggiunge la dottoressa Lara Castagnetti, osteopata e specialista in Medicina Fisica e Riabilitativa di Humanitas.

Con il taping, ovvero con il bendaggio, si può ad esempio proteggere una caviglia instabile per evitare una distorsione oppure si può utilizzare per il trattamento del dolore ma anche per l’effetto che spiega sulla postura e sull’equilibrio. Sono diversi i distretti su cui viene utilizzato: dal polso alla caviglia, dal ginocchio alle mani fino alle spalle.

Il bendaggio funzionale

Lo scopo preventivo è appannaggio del bendaggio funzionale, una tecnica di immobilizzazione usata per favorire il ritorno all’attività fisica dopo un infortunio. È possibile ricorrere a esso per proteggere gli atleti supportando le strutture muscolo-scheletriche e riducendo il gonfiore: «Il bendaggio funzionale protegge il distretto in caso di lesioni acute allo scopo di assistere o limitare l’eccessivo movimento di un’articolazione e proteggerla da ulteriori lesioni. È dunque efficace nel limitare l’escursione articolare», spiega la dottoressa Castagnetti.

(Per approfondire leggi qui: Caviglia instabile, come rinforzare i muscoli e migliorare l’equilibrio?)

Si esegue «applicando un tape bianco ad alta resistenza non elastico e un tape elastico», continua la specialista. Tuttavia il bendaggio funzionale ha un limitato scopo terapeutico: «Non dà stimoli propriocettivi ed è un tape di sostegno per permettere a un atleta infortunato, quando possibile, di compiere una prestazione dopo aver subito un infortunio».

Prevenzione e riabilitazione

In presenza di dolori muscolari, ad esempio, si ricorre ad altre forme di bendaggio come il Kinesio Taping e il taping McConnell. Il primo, quello con i grossi cerotti colorati, è «un metodo terapeutico di bendaggio elastico che consente il trattamento di tutte le condizioni cliniche nelle fasi acuta, subacuta, cronica, riabilitativa e anche preventiva. Ad esempio è impiegato in caso di cervicalgia o per le lesioni ai muscoli della cuffia dei rotatori».

(Per approfondire leggi qui: Spalla, onde d’urto e fisioterapia per la tendinopatia calcifica)

Il secondo è stato inventato da una fisioterapista australiana: «È un tape di sostegno utilizzato principalmente per le disfunzioni femoro-rotulee e per le lussazioni della spalla. È  costituito da un nastro marrone rigido applicato su un nastro a rete di colore bianco ed è efficace per dare un supporto esterno o uno stimolo di posizione. Potrebbe dare delle reazioni cutanee pertanto può essere indossato per un periodo di tempo limitato», conclude la specialista.