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Intestino e digestione

“Mal di pancia e diarrea frequenti? E’ colon irritabile”, vero o falso?

13/12/2017

Sono molti oggi a parlare di sindrome del colon irritabile quando si scatena il mal di pancia o la diarrea. Alcuni però credono che si possa parlare di colon irritabile solo se i sintomi sono molto frequenti. Vero o falso? L’abbiamo chiesto alla dottoressa Federica Furfaro, gastroenterologa di Humanitas.

 

Falso. Per parlare di sindrome dell’intestino irritabile – spiega l’esperta – è sufficiente lamentare dolore addominale o discomfort non tutti i giorni, ma almeno tre giorni al mese negli ultimi tre mesi, con esordio dei sintomi da almeno sei mesi. E’ importante sapere, inoltre, che la sindrome del colon irritabile non si manifesta sempre nello stesso modo e con gli stessi sintomi. Infatti, nel colon irritabile esistono tre forme diverse che coinvolgono sempre una variazione della funzione intestinale ma non sempre includono la diarrea. Infatti, se in una delle forme in cui si manifesta il colon irritabile è prevalente la diarrea, con l’espulsione frequente di feci non solide, in un’altra forma è prevalente la costipazione, con la riduzione della frequenza delle evacuazioni o la difficoltà a evacuare. Esiste anche una forma mista in cui si alternano periodi di diarrea e stipsi. Tutte e tre queste forme sono sempre associate a disturbi gastrointestinali quali dolori addominali, meteorismo e gonfiore che, insieme alle alterazioni della motilità intestinale, contribuiscono a una ridotta qualità di vita, con ripercussioni sulle prestazioni lavorative e sulle attività quotidiane. In presenza di questi sintomi però è necessario escludere la presenza di altre patologie quali la celiachia, l’insufficienza pancreatica, l’intolleranza al lattosio, infezioni enteriche (nella forma diarroica), malattie infiammatorie croniche intestinali, un’alterazione della funzionalità tiroidea. Per questo motivo, sono necessari esami diagnostici specifici come quelli per la valutazione tiroidea, l’esame delle feci per il dosaggio della calprotectina fecale e dei parassiti, soprattutto nelle forme diarroiche; il breath test al lattosio in caso di sospetta intolleranza al lattosio, o il breath test al glucosio, per valutare una eventuale proliferazione batterica del piccolo intestino, oltre a un’ecografia delle anse intestinali, o colonscopia con eventuali biopsie per escludere ispessimenti delle pareti dell’intestino o in caso di familiarità per tumori dell’intestino in soggetti di età maggiore di cinquant’anni, e con presenza di sangue nelle feci.”

 

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