Stai leggendo Il Wi-Fi non nuoce alla salute

Tecnologia

Il Wi-Fi non nuoce alla salute

28/01/2015

Router e antenne Wi-Fi, schede wireless. La comunicazione nel terzo millennio è sempre più veloce, sempre più in tempo reale e sempre più “libera da fili”. Ma alla comodità di avere un collegamento internet senza fili dentro casa, oltre che in alcuni strategici punti della città, i cosiddetti “hot-spot”, sono in molti a opporre resistenza: fermo restando, infatti, il riconoscimento dell’importanza e della comodità di questa tecnologia, sono in tanti ad avere il timore che le onde che questi apparecchi senza fili emettono per funzionare, siano nocive per la salute. «Non c’è invece nulla da temere – rassicura il professor Giuseppe Scotti, neuroradiologo di Humanitas –. L’allarmismo nei confronti dell’utilizzo del Wi-Fi che in questi ultimi anni si sta diffondendo sempre di più quanto più prende piede questo tipo di tecnologia, è infondato».

 

Le onde del Wi-Fi non modificano la struttura delle cellule

Che si sia costantemente bombardati da radiofrequenze è certamente vero, precisa lo studioso. Ed è anche vero che «alcune onde caratterizzate da una certa lunghezza e frequenza possono avere una tossicità sulla vita delle cellule, dimostrandosi nocive. Ma bisogna andare a frequenze altissime e a brevissime lunghezze d’onda. Per dare un’idea, neppure un fischio sibilante e fortissimo che risulta doloroso per le nostre orecchie ha effetti biologici sulle cellule. Ma è sgradevole, pur essendo un suono, come la musica, che fastidio non ci dà. Questo perché la frequenza del fischio è più alta e la sua lunghezza d’onda più corta. Cambiando frequenza e lunghezza d’onda di una sequenza musicale, infatti, anche questa può diventare fastidiosa».

Ma il Wi-Fi e così pure i forni a microonde, che sono tra gli apparecchi più spesso utilizzati nelle case al giorno d’oggi, «funzionano mediante onde che hanno una così ampia lunghezza e bassa frequenza ovvero l’esatto contrario delle onde che possono risultare nocive per le cellule del nostro organismo. Non modificano cioè la struttura delle cellule e non alterano il Dna: «Non c’è quindi da temere – assicura l’esperto – per la nostra salute».

 

Commento a cura del professor Giuseppe Scotti

Neuroradiologo di Humanitas

 

Tecnologia e salute, articoli correlati

Articoli che potrebbero interessarti

Non perderti i nostri consigli sulla tua salute

Registrati per la newsletter settimanale di Humanitas Salute e ricevi aggiornamenti su prevenzione, nutrizione, lifestyle e consigli per migliorare il tuo stile di vita