Stai leggendo Cosa sono i geni BRCA?

Tumori

Cosa sono i geni BRCA?

27/07/2020

Per alcune forme di tumore, come quello della mammella o dell’ovaio, l’insorgenza può essere causata anche da una predisposizione ereditaria.

In famiglia il primo campanello d’allarme a cui fare attenzione è la presenza di uno o più parenti a cui è stato diagnosticato un tumore della mammella e/o dell’ovaio, poiché questo può aumentare la probabilità di insorgenza della stessa patologia negli altri familiari.

Il motivo per cui ciò può accadere è legato alla trasmissione di varianti patogenetiche in geni specifici del nostro patrimonio ereditario: i geni BRCA1 e BRCA2.

Approfondiamo l’argomento con la dottoressa Monica Zuradelli, assistente di Oncologia medica ed Ematologia e responsabile del Servizio di Counselling genetico per il tumore della mammella e dell’ovaio di Humanitas. 

I geni BRCA1 e BRCA2

Il nostro patrimonio ereditario è composto da un’infinità di geni: due di questi, chiamati BRCA1 e BRCA2, se alterati nella loro struttura, possono perdere la loro funzione di riparo del DNA in caso di accumulo di errori, predisponendo così l’individuo che ne è portatore all’insorgenza, spesso precoce, di alcuni tumori, in particolare della mammella e dell’ovaio.

Quali pazienti dovrebbero effettuare una consulenza oncogenetica?

Ai pazienti in cui viene sospettata una componente ereditaria alla base del loro tumore secondo determinati criteri (ad esempio l’insorgenza di tumore alla mammella prima dei 40 anni, l’insorgenza di tumore mammario bilaterale prima dei 50 anni; una diagnosi di tumore a istologia tripla negativa prima dei 60 anni; la presenza di tumore mammario e ovarico nella medesima paziente, o ancora una forte familiarità per tumore mammario/ovarico) deve essere offerta la possibilità di una consulenza oncogenetica. Durante tale consulenza, infatti, dopo un’accurata raccolta dell’anamnesi oncologica personale e familiare, viene verificata e discussa l’indicazione a procedere all’analisi mutazionale dei geni BRCA1 e 2.

In cosa consiste il test?

Il test per l’analisi mutazionale dei geni BRCA1 e BRCA2 consiste in un prelievo di sangue periferico.

L’esito dell’analisi, comunicato in una successiva consulenza oncogenetica, può essere positivo, ovvero segnalare la presenza di una variante patogenetica, non informativo, ovvero indicare l’assenza di varianti patogenetiche, o variante a significato sconosciuto, che indica la presenza di un’alterazione genetica a cui non è possibile a oggi, sulla base delle informazioni scientifiche a disposizione, attribuire un significato preciso da correlare all’insorgenza del tumore.

È da sottolineare che la presenza di una variante patogenetica non significa necessariamente che insorgerà un tumore, ma che l’individuo portatore di tale variante possiede una predisposizione ereditaria, quindi un rischio maggiore, rispetto a quello della popolazione generale di pari età e sesso, di sviluppare un tumore.

Similmente, l’esito non informativo non indica che il rischio di sviluppare un tumore è nullo, bensì che i geni BRCA1 e BRCA2 non hanno varianti nel loro ambito. Non è possibile però escludere a priori che varianti patogenetiche siano comunque presenti in altri geni, non presi in considerazione nel corso della suddetta analisi.

Se il test ha identificato una variante patogenetica in BRCA 1 o 2 che cosa occorre fare?

La presenza di una variante patogenetica nei geni BRCA1 e 2 incrementa il rischio di sviluppare un tumore mammario fino al 70 e 60% rispettivamente, e un tumore all’ovaio fino al 40 e 20%. Visti i rischi così elevati di sviluppare tali malattie ai pazienti che ricevono tale esito vengono raccomandati dei controlli clinici/strumentali e biochimici più cadenzati rispetto a quelli della popolazione generale e viene offerta la possibilità di discutere con gli specialisti di riferimento eventuali interventi di chirurgia profilattica (mastectomia bilaterale e/o salpingo-ovariectomia bilaterale). 

Parallelamente, ai familiari più stretti potrà essere offerto un test mirato a identificare la presenza o meno della medesima variante patogenetica nel loro patrimonio ereditario. 

Articoli che potrebbero interessarti

Non perderti i nostri consigli sulla tua salute

Registrati per la newsletter settimanale di Humanitas Salute e ricevi aggiornamenti su prevenzione, nutrizione, lifestyle e consigli per migliorare il tuo stile di vita