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Tumore della vescica, gli uomini fumatori sono i più colpiti

05/07/2018

In Italia ogni anno se ne contanto 25 mila nuovi casi: 20 mila uomini e 5 mila donne. Stando alle statistiche, il tumore alla vescica è sempre più frequente. Sono due i fattori di rischio principali: uno è di tipo costituzionale e genetico e dunque non modificabile, l’altro è un fattore di rischio ambientale sul quale è possibile intervenire. Ne parliamo con il dottor Massimo Lazzeri, urologo in Humanitas.

 

I fattori ambientali

Il fumo di sigaretta, il contatto con coloranti, vernici e gomme e l’inquinamento delle falde acquifere. Fra i fattori ambientali più frequentemente coinvolti nello sviluppo di questa neoplasia c’è il fumo di sigaretta.

“Il genere maschile è colpito cinque volte di più del genere femminile e questo è legato ai fattori di rischio per sviluppare una neoplasia vescicale, ovvero le abitudini, in primis quella del fumo – ha ribadito Lazzeri -. Come sappiamo, il genere maschile ha fumato in percentuale maggiore rispetto al genere femminile e questo in parte rende ragione di una differenza di genere”.

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Il sangue nelle urine può essere un campanello d’allarme

Negli uomini, i picchi massimi di incidenza di sviluppo di tumore alla vescica si hanno a partire dai 55-60 anni, ma può colpire anche prima. Ne esistono due forme: una forma cosiddetta non infiltrante, che desta meno preoccupazione, e una forma infiltrante. Nel caso delle forme infiltranti, cioè che si allarghino nel muscolo, è possibile avere il coinvolgimento di entrambi gli ureteri, un blocco renale e quindi una sofferenza importante.

“È un tumore molto spesso silente – ha specificato lo specialista -. Il primo segno è spesso la comparsa di sangue nelle urine. In sua presenza, è bene recarsi dall’urologo perché il sangue nelle urine potrebbe essere il primo segno di una neoplasia vescicale. Accanto a questo, fastidi come dolore vescicale e aumento improvviso della frequenza urinaria che non passa con la cura antibiotici, sono ulteriori segnali cui prestare attenzione”.

La diagnosi si avvale di esame delle urine ed ecografia. Se il tumore è nella fase iniziale è possibile trattarlo con soluzioni adeguate sia in termini di conservazione di organo sia in termini di qualità di vita.

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