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Dermatologia

Carcinoma squamoso della pelle, al vaglio una nuova molecola

04/07/2018

Causa quasi 8 mila decessi all’anno e, solo negli Stati Uniti, colpisce 1 milione di persone. Il carcinoma cutaneo a cellule squamose metastatico è il secondo tumore della pelle per mortalità. Aggressivo e sfigurante, se diagnosticato in fase avanzata questo tumore della pelle è largamente invalidante e mortale. Se diagnosticato in tempo invece, può essere curato con l’intervento chirurgico e in casi selezionati con la radioterapia.

Per i casi in cui il tumore non è asportabile chirurgicamente o quando l’età dei pazienti è avanzata non esistono soluzioni terapeutiche realmente efficaci; in particolare i vecchi agenti chemioterapici non hanno la capacità di agire profondamente e di modificare la prognosi infausta di questa malattia. Una nuova molecola sembra però oggi promettere nuovi orizzonti terapeutici. Ne parliamo con la dottoressa Maria Chiara Tronconi, ricercatrice di Humanitas.

 

Il nuovo farmaco sperimentale funziona nel 50% dei casi

Nel 54° congresso dell’American Society of Clinical Oncology si è parlato dei buoni risultati dati da un nuovo farmaco sperimentale, il cemiplimab. Si tratta di un anticorpo monoclonale anti PD-1 che, testato sui pazienti, si è dimostrato efficace in un caso su due.

Lo studio di fase 2 è stato poi condotto anche in Australia, Germania e Stati Uniti: i pazienti con tumore metastatico sono stati seguiti per quasi 8 mesi e il 47% di essi ha risposto alla terapia. In più della metà (57%) dei pazienti che hanno avuto una risposta al farmaco la risposta ha superato i sei mesi. Il tasso di controllo a lungo termine della malattia, ovvero la percentuale di pazienti senza progressione della malattia per almeno 105 giorni, è stato del 61%.

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Come funziona il nuovo farmaco

Si tratta di un farmaco immunoterapico; l’immuno-oncologia tenta di curare i tumori attraverso una forma di “rieducazione” del sistema immunitario, spesso producendo effetti molto positivi sull’arresto della crescita tumorale, con remissioni di malattia che possono durare diversi anni. Nel caso degli anticorpi anti PD1 e anti PD-L1 –le terapie immunologiche esercitano la loro azione tramite una inibizione del freno esercitato dalle cellule tumorali sui linfociti T , che tornano così ad essere efficaci nella loro attività di presidio e lotta contro la crescita tumorale.

Il cemiplimab (nome della nuova molecola anti PD1) rende possibile la guarigione in un caso su due di tumori cutanei a cellule squamose sia nella forma metastatica sia in quella localmente avanzata, con risultati clinicamente significativi.

L’immunoterapia si RI-conferma così efficace nei tumori della pelle, come già ampiamente dimostrato nel caso del melanoma e dell’aggressivo e più raro tumore a cellule di Merkel .

La tolleranza al trattamento sembra anche nel caso di cemiplimab ottimale, riportandosi gradi lievi e comunque clinicamente ben gestibili di diarrea, nausea, astenia e rash cutanei; peraltro l’utilizzo sempre più comune e frequente in campo oncologico di agenti immunoterapici similari ha reso molto comune l’individuazione precoce e l’ottimale gestione anche degli eventi avversi più rari e seri, come le polmoniti.

 

Il tumore squamocellulare della cute è correlato ai raggi ultravioletti

Il tumore squamocellulare della cute è correlato ai raggi ultravioletti (UVA-UVB) ma, a differenza dei melanomi, malattia dei “colletti bianchi” (poiché maggiormente relata a brevi e intense esposizioni ai raggi ultravioletti, tipica di una vacanza al mare), il CSCC è tipico di chi ha avuto un’esposizione cronica al sole, oltre che dei fototipi chiari. Come sottolinea il professor Ascierto, intervistato al recente convegno ASCO, commentando i risultati dello studio, cemiplimab restituisce una speranza ai pazienti: «La molecola sperimentale risponde a un bisogno clinico non soddisfatto; chemioterapia, radioterapia e tutti i nuovi farmaci al momento non hanno dato nessun impatto. Non è responsivo ai trattamenti che abbiamo a disposizione. Quando c’è una malattia metastatica, c’è poco da fare».

Aggiungiamo che resta fondamentale l’attenzione e la sorveglianza sociale nell’ottica di prevenire patologie come il tumore squamoso della cute; si impone pertanto una campagna di informazione più attenta a partire dall’ambiente scolastico/giovanile, riguardo la corretta esposizione alla luce solare.

 

Entro il 2019 l’approvazione possibile del nuovo farmaco

I risultati presentati a Chicago fanno parte del set di dati inseriti nella domanda di approvazione di cemiplimab, sviluppato congiuntamente da Sanofi e Regeneron, come potenziale trattamento per il CSCC avanzato, accettate dalla Food and Drug Administration (FDA) americana, che ne ha riconosciuto la “Breakthrough Therapy Designation”, e dall’Agenzia Europea del Farmaco (EMA). I processi di valutazione dovrebbero concludersi rispettivamente il 28 ottobre 2018 e entro la prima metà del 2019.

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