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Reni e urologia

Infezioni urinarie nelle donne: i sintomi più comuni

10/04/2021

A soffrire di infezioni delle vie urinarie sono soprattutto le donne; circa il 40-50% della popolazione femminile, infatti, ne è stata colpita almeno una volta nella vita e, circa il 20% dichiara di avere avuto episodi ripetuti. 

Di infezioni delle vie urinarie parliamo con il professor Alberto Mandressi, urologo presso i centri Humanitas Medical Care di Milano Murat e Humanitas Medical Care di Milano De Angeli.

Che cosa sono le infezioni del tratto urinario?

Come spiega il professor Mandressi: «Si ha un’infezione delle vie urinarie in presenza di microrganismi patogeni (batteri o altre specie pericolose per la salute) in quantità tale da causare disturbi e danni. Talvolta se l’infezione è particolarmente grave e/o trascurata, può estendersi all’intero organismo. Le infezioni delle vie urinarie possono coinvolgere diversi organi, come la vescica (si manifesta clinicamente con la cistite), l’uretra (avremo quindi un’uretrite, in genere concomitante alla cistite), l’uretere (usualmente concomitante alla pielonefrite), ma può anche manifestarsi un’infezione del bacinetto renale e di conseguenza del parenchima renale (in questo caso si tratta di nefrite interstiziale o pielonefrite).

Nella maggior parte dei casi le infezioni delle vie urinarie hanno inizio nella vescica, dove le urine si fermano più a lungo (essendo un serbatoio) rispetto alle vie urinarie superiori (rene e uretere), dove vengono prodotte e immediatamente evacuate.

Le infezioni si manifestano clinicamente quando i microrganismi che transitano nelle urine, trovano per vari motivi (infiammazioni, traumi, altre patologie presenti) l’opportunità di fermarsi, aderendo alle pareti delle vie escretrici, moltiplicarsi e crescere a dismisura causando l’infezione: si pensi che la velocità di crescita può essere così elevata da raddoppiare il numero dei batteri ogni 6 ore».

Quali sono i sintomi delle infezioni dell’apparato urinario?

«I sintomi più comuni di un’infezione del basso apparato urinario (vescica e uretra) sono la necessità di urinare frequente (pollachiuria e nicturia), la difficoltà a trattenere le urine una volta che si sente il bisogno (urgenza minzionale), la sensazione di insoddisfatto svuotamento (tenesmo vescicale) e soprattutto il bruciore al passaggio dell’urina e talvolta dolore avvertito sopra al pube sia prima che dopo aver urinato», spiega il professore.

«La presenza di sangue in corso di cistite (ematuria) non è un indice della gravità della cistite, ma un sintomo che deve essere indagato per escludere la presenza di altre patologie concomitanti».

Infezioni dell’apparato urinario: i fattori di rischio

«Qualsiasi patologia delle vie urinarie che alteri il funzionamento delle vie escretrici urinarie e quindi il fisiologico deflusso dell’urina rappresenta un potenziale fattore di rischio. Il più frequente è il ristagno dell’urina in vescica, particolarmente comune negli uomini anziani che possono avere la vescica ostruita dall’ipertrofia prostatica, ma tutte le patologie delle vie urinarie (malformazioni, calcolosi, tumori, malattie degenerative, neurologiche, traumatiche) possono favorire, condizionare o incrementare le infezioni delle vie urinarie», prosegue lo specialista.

Perché le donne sono più colpite?

«Le donne hanno un’incidenza maggiore di infezioni delle basse vie urinarie (cistiti) per vari motivi. Il più palese è che mentre nell’uomo la lunghezza dell’uretra è di circa 18 cm e ha un decorso tortuoso, nella donna invece la lunghezza dell’uretra è di circa 7 cm, a decorso rettilineo: questo rappresenta un maggior rischio di infezioni ascendenti dal perineo, soprattutto in presenza di abitudini igieniche non consone, sia per difetto che per eccesso. La donna poi, per motivi anatomici, ha una vescica in genere più capiente e la svuota meno frequentemente dell’uomo. Inoltre i cicli mestruali con le variazioni ormonali e le variazioni della circolazione sanguigna nel perineo possono favorire alterazioni del rivestimento della mucosa vescicale che permettono l’adesione batterica. 

Va poi ricordata l’importanza dell’intestino sulla presenza delle infezioni delle vie urinarie. I batteri presenti nelle vie urinarie sono gli stessi che troviamo nel colon, la parte terminale dell’intestino. Le colonie batteriche, in una condizione ottimale di funzionamento dell’organo si trovano in equilibrio, ma alterazioni dell’alvo, stitichezza, diarrea o altro, alterano questo equilibrio e favoriscono la migrazione di ceppi batterici nelle vie urinarie», continua il professore.

La prevenzione delle infezioni urinarie

«Un’alimentazione equilibrata e un’idratazione adeguata che consentono un regolare funzionamento dell’intestino sono una premessa importante per la prevenzione. È preferibile bere lontano dai pasti (o prima o due ore dopo) per non diluire i cibi durante la digestione; assecondare la sete bevendo almeno un bicchiere d’acqua (300 ml circa) a metà mattina, a metà pomeriggio e la sera prima di andare a dormire. Non importa che acqua si beve: è importante bere l’acqua che più piace perché bere non diventi un sacrificio ma un piacere.

L’igiene del perineo è importante: è bene sciacquarsi dopo aver urinato e dopo i rapporti. Non usare detergenti aggressivi, per mantenere le naturali difese della pelle. Un esame delle urine periodico indicherà lo stato delle urine e le prime avvisaglie di alterazioni. Infine, un controllo ecografico dell’addome è utile per escludere patologie concomitanti misconosciute», conclude lo specialista.

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